Vegano: non solo una moda

Cos'è il veganismo?
 

Il vegano, che il 1 novembre ha celebrato la sua festa mondiale, è conosciuto oggi come una moda alimentare moderna. In realtà, il vegano nasce nel 1944 e riguarda una vera e propria filosofia di vita. Per questo noi di Matita e Forchetta ne vogliamo sapere di più e insieme a Valentina Scannapieco di “Occhiovunque” scopriamo questa antica pratica alimentare.

Vegano: cos’è, quali sono i benefici e i rischi? 

“Nonna sono diventato vegano…” una delle frasi che sempre più spesso le nonne sentono pronunciare dai propri nipoti, provocando non pochi sussulti specie se la nonnina è di origine meridionale e dunque abituata a riempire le tavole con ogni piatto e pietanza per i propri amati nipotini, fino a farli scoppiare. Sono tante le definizioni che possono essere additate in nome di una causa etica o solo per ridurre i chili di troppo, “sono vegetariana”; “mangio solo cibo bio”; “sono vegetalista”; sono flexitariana” …ma cosa significano? Cosa significa esser diventati vegani? Per alcuni può essere il risultato di una scelta cosciente e sentita, come risposta allo sfruttamento di animali da parte delle aziende, altre volte, invece, si rivela come una scelta sposata solo per moda. Scendiamo un po’ più nel particolare.

Cosa mangia un vegano?

Mangiare vegan

Non mangio carne, né uova, niente formaggi e nessun derivato di origine animale”, questa la risposta che darebbe un vegano per spiegare la sua alimentazione. Il veganismo è un movimento animalista che propone l’adozione di uno stile di vita proprio di una società basata idealmente su risorse non provenienti dal mondo animale. E questo in modo più o meno dettagliato lo sapevamo, ma ciò che stupisce è che, quella del veganismo è una pratica che si è affermata nel 1944 con la fondazione della Vegan Society da parte di Donald Watson, attivista britannico, che dopo aver abbracciato per anni l’alimentazione vegetariana fondò una nuova filosofia alimentare che chiamò appunto “veganismo”: vegetariani elevati all’ennesima potenza, cioè non solo “non consumatori” di carne ma anche di tutti i derivati animali, come i latticini.

Notate una cosa, nel 1944 il veganismo si afferma come “filosofia di vita” non è semplicemente una questione legata al regime alimentare…quello dell’alimentazione è UN aspetto. Il veganismo è dettato da principi etici di rispetto per la vita animale, è basato su una particolare visione non-violenta della vita. Esso comporta il rifiuto categorico di sostenere attività che implichino l’uccisione o l’utilizzo degli animali, poiché tale pratica è considerata “sfruttamento” della specie, in questo caso animale.

Chi è un vegano?

Giornata mondiale vegan

Applicare il veganismo significa accettare un complesso di norme che influenzano le abitudini e le scelte d’acquisto quotidiane. Sulla base di ciò è possibile che il grado di osservanza vari, da più al meno flessibile in quanto come tutte le realtà più specifiche e dettagliate, essere vegani ha anche un costo che si riflette nei propri portafogli: la sostenibilità alimentare difficilmente incontra quella del bilancio familiare come vedremo presto qui su Matita e Forchetta!

Dunque, il vegano meno ossequioso si sofferma solo sull’aspetto alimentare e si preoccupa esclusivamente di seguire la dieta vegana, rifiutando il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne degli animali marini, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api, anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all’uovo o brodo di carne. Il vegano pone anche attenzione nella scelta delle bevande, che spesso possono contenere derivati di origine animale.

Il vegano più fedele e sostenitore della causa, oltre alla dimensione alimentare indovinate a cosa fa riferimento…all’abbigliamento. L’abbiamo detto o no che cibo e moda sono un connubio perfetto? Il vegano “doc” infatti indossa capi in fibre vegetali (canapa, lino, cotone, etc.) o fibre sintetiche (nylon, pile, poliestere, etc.) ed evitare l’acquisto di capi con parti di origine animale (pelliccia, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma). Ma non finisce qui? Ed il make-up? Idem, divieto assoluto dall’utilizzo di prodotti cosmetici che siano stati testati su animali!

Tutto questo comporta che l’acquisto dei prodotti sia limitato solamente a quelli recanti un marchio o aventi una certificazione vegan con i relativi riflessi sui propri portafogli, in primis quello delle aziende produttrici.

E’ chiaro che leggendo quanto riportato sopra, le domande nascono spontanee specie per quelli che tra voi amano rifugiarsi le domeniche a casa della nonna, soprattutto per recuperare il digiuno della settimana precedente, vuoi perché avevate troppo da studiare o troppo da lavorare ed il supermercato chiudeva troppo presto o era stato distrutto da un meteorite 🙂

Ad alcune domande, la blogger Valentina Scannapieco ha provato a rispondere, rivolgendosi però ad un esperto o a chi, comunque, abbia più competenza in materia, la nutrizionista Giusy Sabatino.

Pro e contro vegan

Quali sono i benefici della dieta vegana?

“La dieta vegana è ricca di fibre, minerali (magnesio e potassio), vitamine (A,C,E) e omega 6” –  tutti amici del nostro corpo –  “e povera di  grassi saturi e colesterolo” – possiamo dire che il nostro cuore può esserne felice. “Attenzione, però, questo regime alimentare non è salvo da difetti”.

Quali sono i limiti di questo regime alimentare?

Quali sono i limiti dei vegani

“Mi rivolgo in particolare a quei genitori che scelgono di adottare la dieta vegana, per i propri figli. Si devono ricordare che, di base, essa presenta delle carenze, nello specifico di vitamine D e B12 pertanto i bimbi potrebbero incorrere in gravi anemie. Inoltre, con la dieta vegana risulta ovvaimente una minore assunzione di proteine necessarie per la crescita di muscoli e ossa specialmente dei più piccoli.”

Quali sono i consigli che daresti a chi si avvicina alla dieta vegana?

“Chi volesse seguire una dieta vegana, in primo luogo deve rivolgersi al proprio medico che saprà consigliare il giusto nutrizionista e farà compiere le giuste analisi per comprendere se possibile o meno seguire una dieta simile. Se vi ostinate e agite autonomamente, potreste ricorrere all’assunzione di integratori, in funzione delle personali esigenze nutrizionali ma soprattutto cominciare dal prestare piccole attenzioni “naturali”; ad esempio, se mangiate un piatto di legumi e volete aumentare il quantitativo di ferro assorbibile, consumate anche una fonte di vitamina C, quale potrebbe essere un’arancia a fine pasto.”

Abbiamo cercato di farci un’idea più completa dell’esser vegani che non è e non può essere una moda. Si tratta di una scelta da fare coscientemente: ci sono benefici ma anche rischi da non sottovalutare ed è opportuno che ci si faccia seguire da un esperto in tale scelta.

Cosa abbiamo imparato:

  • La dieta vegana non prevede l’assunzione di carni e derivati animali.
  • Se volete avvicinarvi a questo regime alimentare, è preferibile farsi consigliare da uno specialista della nutrizione.
  • Per i più piccoli una dieta vegana può recare alcune carenze dal lato delle proteine e del calcio per le ossa.
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