Mantenere l’attenzione in classe? Ecco 5 facili tecniche!

Mantenere l'attenzione in classe
 

Come mantenere alta l’attenzione dei bambini in classe? La fondazione Veronesi ha presentato uno studio fatto da più università sulla concentrazione e i fattori disturbanti dell’ambiente durante lo studio o una lezione e si è giunti alla conclusione che, per gli studenti universitari il tempo di attenzione è di circa venti minuti (potete trovare l’articolo qui), tempo che si riduce pian piano che si abbassa l’età degli alunni.

Abbiamo chiesto quindi a Silvia Pighetti, insegnante ed esperta di laboratori espressivi che potete trovare su Ascoltando le figure”, quali possono essere le strategie per aiutare i ragazzi a mantenere l’attenzione e, a comprendere meglio la lezione.

Cinque strategie per rendere la lezione più interessante, motivante e quindi aumentare la concentrazione

  • Se senti per troppo tempo la tua voce: stai parlando da solo

La mente umana è portata facilmente alla noia e con essa alla perdita di concentrazione. Se la lezione consiste in una persona ferma in un punto che parla l’interesse sarà perso dopo pochi minuti e con esso anche l’elaborazione di ciò che ci viene detto. Questo capita a tutti: adulti e bambini.

La prima regola è quindi quella di creare una lezione interattiva in cui, l’insegnante spiegherà, modulando la voce, spostandosi tra i banchi e accompagnerà le sue parole con scritte, disegni, drammatizzazioni. In questo la scuola digitale con le sue LIM, (oppure le stesse flipped classroom) e l’accesso a contenuti multimediali facili e veloci aiuta moltissimo la strutturazione della lezione.

Attenzione in classe con insegnamento interattivo

Anche così però la lezione non deve diventare un monologo e per questo vi proponiamo gli altri quattro metodi

  • Essere protagonisti della spiegazione: il dialogo diretto

Spesso siamo portati a strutturare la lezione con la formula: prima spiego e poi fate le domande, ma in realtà questo non è funzionale all’attenzione e neppure alla reale richiesta di chiarimenti perché, come dicevamo al punto 1, si crea un monologo troppo lungo durante il quale i ragazzi assorbono molte informazioni e spesso dimenticano ciò che volevano chiedere.

Coinvolgere gli studenti durante spiegazioneFarli interagire con domande dirette, creare un dialogo e uno scambio che porti alla scoperta della regola passando anche attraverso riflessioni metacognitive riguardo alla lezione stessa aumenta i tempi di attenzioni e spezza la monotonia che conduce alla distrazione. Infine porta anche i meno attenti a focalizzarsi nuovamente su ciò di cui si sta parlando poiché sono chiamati direttamente a diventare protagonisti del processo educativo

  • Ludendo docere: insegnare giocando

Un buon metodo, utile anche con gli adulti, per mantenere l’attenzione è intervallare le spiegazioni con giochi e attività divertenti. Già gli antichi romani avevano capito che il gioco (inteso come attività piacevole e motivante che in questo caso persegue un obiettivo) è un ottimo strumento per catalizzare l’attenzione e migliorare l’interiorizzazione dei contenuti.

Il più semplice ad esempio è il quiz a squadre o il gioco dell’oca con prove legate agli elementi da conoscere, ma siamo certi che ogni insegnante saprà trovare le modalità più corrette per inventare giochi didattici adatti alla propria classe.

  • Lavoro di gruppo: i compagni diventano alleati dell’attenzione

Il gruppo dei pari è sempre fonte di grande motivazione. Dagli altri s’impara, ci si confronta e oltre ad imparare la lezione si scoprono anche capacità personali e relazionali che forse non si conoscevano.

Il lavoro di gruppo impone responsabilità e, attraverso il fare, aiuta a mantenere alta l’attenzione e la motivazione perché i componenti si supportano vicendevolmente per raggiungere l’obiettivo.

Lavorare con gli altri inoltre aiuta spesso a chiedere spiegazioni o a esprimere dubbi che magari non si avrebbe il coraggio di porre all’insegnante poiché, anche il docente più bravo porta sempre con sé il concetto di valutazione, mentre dal punto di vista didattico i compagni sono fonte di solidarietà.

  • Imparare facendo: le attività laboratoriali

Il fare aiuta a mantenere la concentrazione anche in chi ha difficoltà nel farlo. Se si utilizza il metodo laboratoriale anche i bambini con difficoltà d’apprendimento potranno trovare la loro strategia e ciò aumenterà l’autostima e la reale comprensione della regola.

Insegnare, giocando

Ad esempio, se dobbiamo insegnare l’analisi logica a bambini che non l’hanno mai fatta, basterà dar loro alcune semplici regole e una consegna precisa e poi lasciarli lavorare in gruppo alla ricerca di soggetto, predicato e delle possibili domande a cui le parti si riferiscono. Finito il tempo a disposizione si confronteranno i risultati e si decideranno le domande corrette. In questo modo il concetto di complemento e le operazioni che l’analisi logica sottende sono scoperte direttamente dai bambini e quindi memorizzate meglio.

Queste sono solo alcune delle strategie che si possono utilizzare in classe per mantenere alta l’attenzione, ma siamo certi che tra voi ci sono insegnanti che ne utilizzano altre… che ne dite di raccontarcele?

Cosa abbiamo imparato:

Oggi vi abbiamo raccontato 5 strategie per mantenere alta l’attenzione:

  • Evitare i monologhi, ma muoversi e utilizzare diversi strumenti per rendere la lezione più interessanti
  • Far interagire direttamente i ragazzi durante la spiegazione con domande dirette e conversazioni
  • Insegnare giocando
  • Farli lavorare in gruppo
  • Utilizzare la metodologia laboratoriale
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