Marco Bianchi: la mia ricetta per la salute a tavola

Matita e Forchetta intervista Marco Bianchi
 

Matita e Forchetta ha intervistato Marco Bianchi, personaggio eclettico che sfugge alle etichette convenzionali perché Marco presenta molte sfumature, dall’alimentazione alla ricerca scientifica passando per i social e tanti progetti sul food. Ma la cucina resta la passione della sua vita, insieme alla divulgazione scientifica, per insegnare che gusto e benessere devono essere in sintonia reciproca.

In questa intervista esclusiva a Matita e Forchetta, Marco ci svela i tre ingredienti fondamentali per un cucinare con gusto e benessere.

Ma prima, ecco una breve auto-presentazione di Marco, dalla passione per la comunicazione digitale e social, ad una panoramica sui tuoi studi e sul rapporto con l’alimentazione.

“Come tecnico di ricerca biochimica mi appassiono alla cucina per via dell’amore nei confronti dell’alimentazione. Quindi cerco di riportare, quasi come fosse una sfida quotidiana, la salute e la scienza attraverso i miei piatti. Questa esperienza nasce 15 anni fa, quasi per scherzo, a seguito di una chiacchierata con Umberto Veronesi. Pian piano si è sempre più concretizzata attraverso i libri, la TV, la radio, e per l’appunto attraverso questo blog, che giorno dopo giorno mi ha posto di fronte una sfida quotidiana: raccogliere informazioni e canalizzarle in un portale. Visto che adesso viviamo digitali, ci voleva un qualcosa che potesse far parlare anche di me attraverso un blog da usare insieme ai miei canali social.”

Appena entriamo sul tuo blog, il primo messaggio è “Cucinare è un atto di Amore”. Come nasce e cos’è il tuo amore per la cucina?

“Nasce un po’ perché essendo nel mondo della ricerca vedevo e ho visto negli anni quanto l’alimentazione influenzi la nostra salute, quanto può migliorare le terapie, quanto può migliorare lo stato di salute in generale di qualsiasi patologia e quanto può anche peggiorarla. Quindi, come stiamo attenti a far passare una febbre, un’infezione con un antibiotico idoneo attraverso una terapia mirata allo stesso modo dovremmo essere così bravi anche a mangiare quotidianamente ciò che ci fa bene e ci fa meglio. E in questo senso l’alimentazione rappresenta veramente la miglior medicina, o meglio la miglior forma di prevenzione e quindi, non per altro, è un primo gesto d’amore: l’attenzione che abbiamo nel curarci è anche la stessa che dobbiamo avere quando in tavola cuciniamo il piatto della salute ideale.”

Il tuo amore per la cucina è anche amore per colorare i piatti con gusto e benessere: ci condividi i tuoi tre consigli migliori per aiutare i genitori a preparare ricette golose e sane per i loro bambini?

“L’arcobaleno in cucina è sinonimo di prevenzione a 360 gradi perché ogni colore rappresenta una funzionalità. Quindi, banalmente, il colore rosso e viola, protegge il nostro cuore, il sistema cardiovascolare, il bianco riesce a ridurre il colesterolo piuttosto che grassi cattivi, il verde stimola difese immunitarie… è ovvio che la sto un po’ banalizzando però…più colori hanno anche un molteplice effetto sulla nostra salute, ma in generale si: ogni colore rappresenta veramente un obiettivo per il nostro organismo, quindi colorare il piatto è anche sinonimo di estremo benessere.

Ti definisci, tra le altre cose, “Food Mentor”, cioè promotore di buona alimentazione: cosa significa? E come mentore nel cibo quali sono i principali rischi, secondo te, che corriamo a tavola e come possiamo difenderci?

“Sì, come food mentor cerco di documentarmi, informarmi e dare il messaggio migliore da promuovere. Oggigiorno il rischio più grande che facciamo tutti, più o meno, è introdurre troppi grassi, troppi zuccheri semplici, troppi prodotti raffinati. Quindi perdiamo fibre, vitamine e grassi buoni.”

Qual è allora la tua ricetta personale per la salute a tavola?

“Il mio consiglio è quello di cercare ogni giorno di mettere in tavola un piatto unico, il più possibile unico, all’interno del quale ci siano fibre, vitamine e grassi buoni, tutti composti che migliorano il nostro stato di salute.

Come hai fatto a pubblicare 14 libri e non avere nemmeno 40 anni? Matita e Forchetta è appena nato ma vuol essere molto “social”: tu hai oltre 80.000 follower su Instagram! Qual è il segreto per diventare una star dei social? Promesso che non lo diciamo a nessuno!

“Credo che il trucco, come al solito, sia la passione: amo follemente, fortemente quello che faccio, credo che (questo) arrivi alle persone, alla gente. Vedono che non sono un personaggio costruito ma realmente interpreto quello che già dico e che applico in primis nella mia quotidianità. Questo credo sia un po’ il gioco forte, che inevitabilmente trasmetto anche attraverso i social. Infatti il blog è preso d’assalto con più di 700mila contatti e ogni settimana attraverso vari social ho un insight di 3,5 milioni di persone…insomma i social oggigiorno sono la miglior presentazione, il canale preferenziale che la persona di talento ha nei confronti della propria community. Quindi è il modo in cui si può comunicare direttamente con la propria famiglia, che nel mio caso sono loro, i fan. Credo sia proprio una questione di essere autentici. Questo è quello che credo mi stia facendo un po’ vincere… senza ovviamente sbandierarlo. Però spero vada avanti sotto questo punto di vista!”

Per te la cucina non è solo gusto, ma anche ricerca scientifica: quali sono oggi i risultati più importanti in questo settore e quali sono le ricerche in cui sei impegnato?

“Allora, fondamentalmente io sono nato studiando il colesterolo. Tutto il mio approfondimento iniziale nella mia carriera è stata legata al mondo del colesterolo e al mondo dell’infiammazione e casualmente sono qui ancora oggi, in qualche modo ad occuparmi ancora di questo. Vuoi o non vuoi ci siamo accorti che mangiare in un certo modo stimola processi infiammatori e ci siamo accorti che questi processi infiammatori sono alla base di tantissime patologie – il cancro in primis, ma non solo. Ci sono tante molecole che partecipano alla stessa condizione patologica: è un po’ questo il succo di quello che si è scoperto negli ultimi anni. Spesso e volentieri se si ha un problema all’intestino, questo problema si riflette a sua volta anche a livello articolare e poi a livello di cute. Abbiamo capito che gli organi sono collegati tra di loro sulla base, per l’appunto, di alcune molecole che attiviamo nel momento in cui si avvia un processo infiammatorio.”

Vuoi dedicarci una delle tue ricette, magari da realizzare insieme in cucina con genitori e bambini?

“Intanto un consiglio: coinvolgete il bambino nella spesa, rendetela una sorta di gioco, la spesa stessa settimanale, insomma bisettimanale, quel che sia. Fate capire ai vostri figli come un prodotto dal supermercato, dal mercato, dal produttore, arrivi poi sul tuo piatto trasformato: questo è il consiglio che do e che metto in atto con Vivienne, mia figlia, che ha 22 mesi – e la vedo molto reattiva su questo. Perché fin da subito, ma proprio immediatamente da quando aveva 10 mesi, già aveva in mano qualche ortaggio con il quale giocavamo e ci sporcavamo. Quindi per lei è molto naturale vedermi in cucina e perciò cerca di aiutarmi.”

Matita e Forchetta intervista Marco Bianchi e ci spiega la sua filosofia alimentare

“Nel blog ho tante ricette, sicuramente quella che più mi viene da consigliare in questo caso è la frolla, ma perché la preparo con mia figlia: la lascio impastare, le lascio creare le forme che lei vuole e poi le cuociamo. Inevitabilmente, quello che lei prepara diventa un piatto per tutta la famiglia. Quindi andrei a consigliare un dolce, che poi è una frolla, ma non ha burro, è una frolla a base di olio, una frolla integrale, ed è veramente versatile perché può essere farcita dalla marmellata – che lei ama da morire – fino alla ricotta mantecata con un po’ di zucchero o di miele. Sono anche modi per coinvolgere i bambini stessi. Quindi la creazione delle formine, la preparazione, la cottura e la farcitura sono tanti modi per cucinare insieme senza rinunciare alla golosità ma nemmeno alla salute.”

Un tuo consiglio sul nostro progetto di Matita e Forchetta appena nato?

Si arriva molto diretti quando si parla con credibilità affidandosi a fonti credibili e se si intraprende questa strada si è già a metà del percorso! :)”

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