Come comportarsi a tavola con le intolleranze alimentari: la celiachia

Come comportarsi con la celiachia
 

Negli ultimi anni abbiamo imparato ad avere sempre più dimestichezza con termini come “celiachia” o “intolleranza al glutine”. Ma sappiamo davvero di cosa si tratta? E, nel caso in cui noi o i nostri cari dovessimo ricevere una diagnosi di celiachia, sapremmo davvero affrontarla? Scopriamolo insieme alla nostra blogger, Alessandra CoronaLa cucina di zia Ale”.

Cosa è la celiachia?

La celiachia è scatenata proprio dall’intolleranza permanente al glutine che genera una reazione immunitaria anomala nell’intestino, provocandone un’infiammazione. Se non diagnosticata per tempo, la celiachia può causare la distruzione dei villi intestinali, con conseguenze anche gravi. I villi, infatti, hanno la funzione di assorbire le sostanze nutritive e se compromessi possono causare malnutrizione e, nei casi più gravi, rappresentano addirittura un fattore di rischio per il cancro.

Il gluten free un'intolleranza di cui molti soffrono

Come viene diagnosticata l’intolleranza al glutine?

A causa delle conseguenze che può portare la celiachia, è chiaro che diventa fondamentale una diagnosi precoce della malattia. La maggior parte delle volte, i sintomi sono evidenti, anche se spesso non sono sempre “presi sul serio” o considerati in modo adeguato, soprattutto se a lamentarli è un bambino. Ancora più complesso può essere diagnosticare la celiachia nei neonati. La celiachia, infatti, in questi casi compare durante lo svezzamento, quando nell’alimentazione del bambino vengono introdotti cibi contenenti glutine.

Quali sono i sintomi della celiaca?

L’intolleranza al glutine può manifestarsi, come detto, sin dalla prima infanzia e ciò è vero soprattutto nei figli di persone celiache (la malattia, infatti, ha una forte componente ereditaria). Molto più spesso, però, la diagnosi avviene durante l’adolescenza o addirittura in età adulta.

Come comportarsi con la celiachia

I sintomi più comuni della celiachia sono: dolori addominali, diarrea cronica, perdita di peso, anemia, crampi muscolari, stanchezza, ritardo nella crescita, dolori articolari, ulcere dolorose nella bocca, irritazioni cutanee, danneggiamento dello smalto dei denti, irregolarità del ciclo mestruale.
Come detto in precedenza, saper leggere questi sintomi è indispensabile per ottenere quanto prima una corretta diagnosi e far sì che la persona affetta non si senta emarginata o a disagio.

Cosa fare in caso di celiachia e come affrontare al meglio una malattia che, se trattata come un tabù, potrebbe avere ripercussioni psicologiche su coloro che ne sono affetti?

Una volta ottenuta la diagnosi di celiachia, la domanda che ci si pone è: “E ora che cosa devo fare?” Va detto che la celiaca non ha una cura farmacologica. L’unico modo per trovare sollievo dai sintomi e far ricostituire i villi intestinali danneggiati (e, di conseguenza, stare meglio sia dal punto di vista fisico che psicologico) è evitare sensibilmente il consumo di cibi contenenti glutine, se poi no si riesce a resistere alla tentazione di mangiare quel dolcetto “incriminato” suvvia non facciamone una tragedia!

Purtroppo, non è una cosa così semplice e immediata, poiché, anche se non ce ne rendiamo conto, il glutine è contenuto in moltissimi alimenti, non solo in pane e pasta (come molte persone pensano).
Per conoscere meglio gli alimenti consentiti, cercate sugli scaffali dei supermercati e sui menu dei ristoranti i prodotti con il marchio Spiga Barrata o la dicitura “senza glutine”.

ATTENZIONE! Leggi la testimonianza diretta di Maria Cristina Virgilio, 40 anni. Ha scoperto di essere celiaca solo nel 2013. Domani online su Matita e Forchetta, sotto la sezione Diete e scelte alimentari

Cosa abbiamo imparato:

– La celiachia non è da sottovalutare e da non prendere sotto gamba, ma non deve diventare invalidante. Basta non far sentire chi è celiaco un peso
– Si può convivere con la celiaca, basta conoscere gli alimenti consentiti e non
– I cibi senza glutine sono sempre di più, ma quando è possibile è meglio prediligere quelli naturalmente privi di glutine e limitare il consumo dei prodotti industriali.

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