Giornata Nazionale degli studenti: quali sono i loro sogni e le loro paure?

 

Il 17 novembre è il giorno scelto per festeggiare una figura importante nella nostra società, che rappresenta la cultura, l’impegno e certamente il futuro: stiamo parlando appunto della giornata mondiale dello studente. Soprattutto oggi, in una società così insicura, esposta a continui e talvolta repentini cambiamenti, i giovani sono la speranza per il futuro che proprio attraverso un’ istituzione così importante come la scuola, possano avere in mano gli strumenti adatti per crescere e diventare persone capaci di fare sempre meglio. Ma vediamo da dove nasce la scelta di questo giorno e quali sono le aspirazioni ed i sogni degli studenti di oggi

Le origini

Questa giornata esiste in realtà da moltissimo tempo, esattamente dal 1941, ai tempi della seconda guerra mondiale. Proprio il giorno 17 novembre del 1939 le truppe naziste fecero irruzione nell’Università Carolina di Praga, uccidendo 9 studenti e deportandone migliaia nei campi di concentramento. A partire proprio dal 1941, questo giorno iniziò ad essere celebrato come la Giornata Internazionale dello Studente non solo in memoria di quanto accaduto, ma per continuare a ricordare l’importanza di questa figura nella società e come ogni giorno gli studenti di tante scuole del mondo continuano a lottare per i propri diritti.

Sogni e paure

La società dell’incertezza, così viene chiamata quella in cui tutti noi ci troviamo a vivere tutti i giorni e che appunto sembra non riuscire a soddisfare soprattutto nei giovani, la speranza che il futuro possa essere all’ altezza dei sogni e delle aspettative di questi ragazzi. Perché sogni e speranze, sono ancora lì vive e presenti nei cuori dei giovani studenti, pronti a lottare, combattere e tenere duro per poter costruire il loro cammino e raggiungere gli obiettivi che meritano. Bisogna però dire le cose come stanno, perché una società così strutturata, in cui ogni ingranaggio sembra essere pesante, difficile e macchinoso, in cui le possibilità di poter realizzare si riducono sempre di più e dove bisogna strenuamente lottare anche solo per trovare un lavoro che si possa definire dignitoso, non rappresenta di certo lo scenario più adatto e prospero per far sì che le generazioni future riescano a realizzare le proprie aspettative.

Se è vero che da una parte i social offrono altre possibilità, libertà di espressione e occasioni per poter anche costruire un business senza troppe limitazioni e senza richieste di titoli o esperienza, dall’altra offrono spazio e lanciano nel firmamento dei vip, persone che di fatto non hanno talenti speciali, non hanno studiato per anni, non hanno fatto gavetta e non rappresentano quelle figure professionali che tanto erano state rappresentate e descritte come quelle da raggiungere per poter essere qualcuno.

Ovviamente non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, perché il web è stato anche uno strumento valido nelle mani di persone dalla spiccata creatività e bravura nel trovare la strada giusta per costruirsi un vero e proprio lavoro, ma mettiamoci nei panni degli adolescenti che sono esposti a tutto questo ogni giorno e che sui social ci passano gran parte del loro tempo: come percepiscono questo fenomeno? Come dovrebbero sentirsi giovani studenti presi tra mille sacrifici e sudori vedendo che chi esce dall’Università stenta a trovare lavoro e chi invece sa scattare bene delle foto o ha un estro più adeguato a spiccare sui social, si costruisce una strada?

Si tratta di un argomento molto delicato, sul quale non è facile dare delle opinioni e che andrebbe esaminato molto più profondamento e guardato da diversi aspetti, però vale la pena lasciare una traccia sul quale riflettere e sottolineare che proprio di questi tempi, la famiglia e la scuola restano fondamentali per bilanciare quello che circonda i nostri ragazzi, aiutandoli a razionalizzare questi fenomeni nel modo giusto, allontanando sensazioni di inadeguatezza e scarsa fiducia in loro stessi e nel mondo in cui vivono.

La prima tappa verso il futuro

Partire: ebbene sì, sembra proprio essere questo uno dei sogni più ricorrenti tra i giovani studenti. Non per forza andare chissà dove, molti voglio restare in Italia cambiando semplicemente città o spostandosi dal proprio paesello di nascita verso la grande metropoli dove magari frequentare l’università, altri invece vorrebbero proprio iniziare a capire cosa si cela più lontano, all’estero, cosa gli porterebbe un’esperienza del genere e soprattutto se davvero riuscirebbero a crescere di più e capire loro stessi stando lontani dai propri affetti e staccandosi con un grande slancio dal proprio nido familiare.

E se da una parte aumentano la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile, dall’altra c’è chi ha la possibilità, la voglia e la fortuna di proseguire gli studi, intraprendendo un percorso che fa sperare di poter trovare la propria strada e magari tornare più avanti con un bagaglio più pesante, fatto di esperienze, coraggio e competenze per farsi strada nella vita con maggiore consapevolezza, soprattutto in una società di cui i nostri ragazzi hanno capito bene che non è facile e che sì, è un po’ da cambiare.

Cosa abbiamo imparato:

•Le origini di questa giornata dedicata agli studenti si ritrovano nel lontano 1939
•I sogni dei ragazzi sono quelli che vedono come obiettivo la costruzione di un futuro dignitoso, diverso e che dia loro la possibilità di raggiungere traguardi quando se lo meritano
•Fare un’esperienza lontano da casa sembra la prima tappa dei loro sogni

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