Frutta e verdura? Sì: italiana e di stagione

 

Una corretta alimentazione e un corretto stile di vita sono fondamentali per prevenire numerose malattie e per avere un buon stato di salute; la frutta e gli ortaggi rappresentano una componente fondamentale della dieta giornaliera. Questi alimenti sono importanti perché apportano fibra, vitamine, minerali e composti bioattivi che sono sostanze di grande interesse per la salute. Inoltre un’elevata assunzione di frutta e ortaggi permette di ridurre la densità energetica della dieta, sia perché il tenore in grassi e l’apporto calorico complessivo sono limitati, sia perché il loro potere saziante è particolarmente elevato.

Vista la loro importanza, dobbiamo anche sapere come assumerli in modo corretto scegliendo prodotti di stagione per sfruttare al meglio le loro potenzialità: vediamo allora insieme alla Dott.ssa Ilaria Carelli di icnutrizionista come fare.

Da dove arrivano frutta e verdura?

Oggi è possibile trovare sulla nostra tavola prodotti di origine vegetale provenienti da ogni parte del mondo, ed è per questo che grazie alla globalizzazione e allo sviluppo delle reti commerciali, dai paesi caldi e da quelli situati dall’altra parte dell’emisfero arrivano prodotti che da noi non potrebbero essere coltivati tutto l’anno, da qui il termine di alimento ”fuori stagione”.

Così, accade che importiamo anche enormi quantità di frutta che crescerebbe anche in Europa (ovviamente, nei periodi fisiologici caratteristici di ciascuna specie), ma che pretendiamo di consumare indiscriminatamente per tutto l’anno: pere dall’Argentina, arance dal Sudafrica e addirittura mele dalla Cina.

Lo stesso discorso si applica alle verdure: quante volte capita di leggere provenienze addirittura esotiche di prodotti coltivati anche da noi, come ad esempio fagiolini da Kenya e Senegal, pomodori dal Marocco, carciofi dall’Egitto.

Perché non vanno mangiate frutta e verdura fuori stagione?

Spesso la frutta e la verdura fuori stagione vengono raccolte acerbe per poi essere trasportate in celle frigorifere in cui raggiungono la maturazione e il fatto di non maturare sulla pianta non permette ai vegetali di arricchirsi di sali minerali, fitonutrienti e soprattutto delle vitamine, rendendoli quindi meno buoni e salutari. Inoltre essendo trasportati per molti km, subiscono forti aumenti dei costi al consumatore.

La cosa straordinaria è che i nutrienti dei quali sono ricchi i prodotti di stagione, sono esattamente quelli di cui il nostro organismo ha bisogno in quel determinato periodo dell’anno in cui vengono coltivati.

A tal proposito, in inverno, abbiamo bisogno di assumere più Calcio e Vitamina K, infatti maturano cavoli, cavolfiori, broccoli, bietole, spinaci, uva e fichi.

Nei mesi freddi la natura ci offre anche kiwi, arance, mandarini, limoni, mele e pere, ricchi di Vitamina C che rinforzano le nostre difese immunitarie e ci proteggono dai malanni tipici della stagione fredda, come il raffreddore e l’influenza.

In estate quando il nostro organismo ha bisogno di maggior idratazione a causa del caldo e della sudorazione, troviamo anguria, melone, prugne, pesche, ciliegie, albicocche, fragole e frutti di bosco, assieme a pomodori, melanzane, zucchine e peperoni, ricchi di acqua e di sali minerali. Questi vegetali contengono inoltre carotenoidi che proteggono la nostra pelle e i nostri occhi dai danni causati dai raggi del sole.

Inoltre, bisogna tener presente che le leggi che regolamentano la produzione agricola dei paesi al di fuori dall’unione europea, possono essere differenti dalle nostre e quindi potrebbero venir utilizzati diserbanti o insetticidi particolarmente nocivi e talvolta proibiti nei Paesi occidentali, e la possibilità che residui di queste sostanze tossiche rimangano sui prodotti che acquistiamo è da prendere in seria considerazione, così come le sostanze che servono a preservare la frutta e la verdura durante il trasporto, come ad esempio il tiabendazolo, un prodotto chimico, fungicida e parassiticida che ad elevate dosi è estremamente tossico per l’uomo. Anche gli agrumi subiscono il trattamento con sostanze chimiche, e spesso vengono trattati in superficie con prodotti che rendono lucida la buccia, esattamente come accade con le cere utilizzate per migliorare l’aspetto di pere e mele. Sebbene la legge italiana preveda controlli severi sui residui chimici presenti su frutta e verdura, non sempre è possibile avere la certezza di non ingerire sostanze potenzialmente dannose per la salute.

Come orientare dunque al meglio le nostre scelte d’acquisto? 

Il consumo di frutta e verdura prodotte nel nostro Paese, oltre ad essere più nutrienti e saporiti di quelli provenienti da lontano, ci permettono di sostenere l’economia agricola italiana e rappresentano anche una scelta valida dal punto di vista ambientale: meno un prodotto viaggia, meno si utilizzano combustibili di origine fossile per i trasporti e meno anidride carbonica viene emessa.

Per consumare “a chilometro zero”, o comunque fare una scelta consapevole, prestiamo bene attenzione alla provenienza dei prodotti. Nel nostro Paese sono in vigore norme che impongono a chi vende frutta e verdura fresche un’ etichettatura con determinate caratteristiche obbligatorie.

Il rivenditore deve apporre sulla merce un cartello, sul quale figurino in caratteri chiari e leggibili le indicazioni relative a:

  • varietà (ad esempio, “arance tarocco”);
  • origine del prodotto (Paese d’origine ed eventualmente zona di produzione);
  • categoria (I, II, Extra, in relazione alle caratteristiche specifiche del prodotto);
  • eventuali additivi aggiunti per il trattamento di superficie della frutta;
  • eventuale calibro (facoltativo).

Alla luce di quanto visto in precedenza, meglio dunque acquistare prodotti di stagione, di provenienza locale o italiana, preferibilmente interi e sfusi.

Il consiglio è di utilizzare i calendari che, mese per mese, segnalano i prodotti di stagione. Seguire le indicazioni fornite da questi semplici strumenti, ci aiuterà a scegliere la frutta e la verdura giusta nel periodo giusto!

Cosa abbiamo imparato:

  • L’evidenza di salute pubblica più consolidata nel corso degli anni, meno smentita e sempre più avvalorata da dati scientifici e osservazioni epidemiologiche è che mangiare frutta e verdura determina una protezione dall’insorgenza di importanti malattie cronico-degenerative come le malattie cardiovascolari e i tumori.
  • Non tutta la frutta e verdura è uguale: bisogna saper scegliere quei prodotti che sono cresciuti secondo i ritmi della natura.
  • Fuori stagione gli ortaggi e la frutta vengono coltivati nelle serre con la luce artificiale, vengono raccolti spesso acerbi, conservatinelle celle frigorifere e trattati con pesticidi per evitare la degradazione dei prodotti. Il fatto di non maturare sulle piante senza il sole li rende poveri di sostanze nutritive.
  • L’etichettatura obbligatoria di frutta e verdura è diventato uno strumento di grande importanza per i consumatori che sono in grado di identificare per esempio il Paese di provenienzadei prodotti.
  • Abituiamoci quindi a mangiare frutta e verdura tutti i giorni, prediligere prodotti di stagione preferibilmente provenienti da produttori locali, evitare quelle provenienti dall’estero e optare per quelli da agricoltura biologica, così da poter mangiare proprio tutte le parti del frutto e della verdura.
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