Le fake news alimentari e come tenersene alla larga

 

Siamo bombardati ogni giorno da informazioni riguardanti ciò che mangiamo, spesso contrastanti fra loro: questo cibo fa male, quest’altro cibo allunga la vita, questo è potenzialmente cancerogeno.
In mezzo a questo caos, quali di queste informazioni sono attendibili e verificabili? Di quali possiamo fidarci? Cerchiamo di dipanare la matassa insieme alla nostra esploratrice Giulia Bucelli, partendo dal concetto di fake news.

FAKE NEWS, COSA SONO

Cosa si intende per “fake news”? Si tratta di notizie false riguardanti un dato argomento (nel nostro caso, l’alimentazione) che mai come negli ultimi anni, con la diffusione del Web e dei social network, riescono a propagarsi e a raggiungere un numero sempre crescente di persone.
Come si individuano? Ci viene in aiuto l’associazione Factchecker, che ha stilato un pratico Decalogo dell’esploratore di notizie digitali valido per qualunque tipo di notizia della cui veridicità si possa dubitare. Voi seguite già questi suggerimenti?

Scopriamo cosa sono le fake news

NOTIZIE FALSE? TRE ITALIANI SU QUATTRO CI CREDONO

Negli ultimi anni l’opinione pubblica si è sensibilizzata molto riguardo le tematiche alimentari, diventando sempre più propensa a dare credito alle notizie sull’argomento, anche fake.
Secondo un’indagine presentata da Coldiretti/Ixè a maggio 2017, a causa delle fake news alimentari tre italiani su quattro sono preoccupati dell’impatto sulla salute di ciò che mangiano. La Coldiretti promuove la campagna #stopfakeatavola che combatte la divulgazione delle cosiddette bufale alimentari a favore di un’informazione corretta.

LE 10 FAKE NEWS DEL 2017

Quali sono queste bufale? Quest’anno, Coldiretti ha stilato una classifica delle 10 principali fake news legate al cibo.
Le prime tre: il latte fa male, l’ananas brucia i grassi, il Kamut è una varietà di cereali antichi. Ecco la verità, anzi, le verità:

Fake news sul latte

  • Il nostro genoma si è modificato per produrre l’enzima necessario per scindere il lattosio perché ci nutriamo di latte da migliaia di anni.
  • La bromelina, l’enzima brucia-grassi dell’ananas, è contenuta nel gambo del frutto, che nessuno mangia.
  • Il Kamut è un marchio commerciale statunitense sotto il quale viene commercializzato il grano di varietà Khorasan, che in effetti è un’antica varietà di grano le cui proprietà non sono esclusive ma simili a quelle del farro e di varietà di grano duro italiano.

Altre fake news di grande risonanza sono: mangiare carne fa sempre male, le banane sono gli alimenti più ricchi di potassio, i grassi vanno completamente rimossi dalla dieta giornaliera.
Diteci: c’è qualcuna di queste fake news della quale eravate convinti?

OLIO DI PALMA: FAKE NEWS?

Un caso ancora aperto è quello dell’olio di palma. Nel 2016 uno studio EFSA (European Food Safety Authority) lo ha additato come potenzialmente cancerogeno, sebbene non sia stata mai dimostrata una correlazione tra consumo di olio di palma e insorgenza di tumori nell’uomo.

L’olio di palma è prima di tutto un olio: le sue caratteristiche dipendono dal grado di raffinazione (grezzo, oltre agli acidi grassi, è ricco di antiossidanti e vitamina E, raffinato contiene solo acidi grassi saturi).
Le aziende alimentari, comunque, hanno preso molto sul serio la polemica contro l’olio di palma, e in molti casi lo hanno sostituito con altri grassi nella composizione dei loro prodotti: è ancora il caso di COOP, Mulino Bianco, Plasmon, Barilla e molti altri.

L'olio di palma fa bene o fa male

D’altra parte, ricordiamo però che proprio quest’anno una delle poche aziende che ha difeso l’olio di palma, la Ferrero, ha vinto una causa legale contro la catena di supermercati belga Belhaize che pubblicizzava un suo prodotto (la crema spalmabile al cacao Choco) enfatizzandone l’assenza di olio di palma e quindi la salubrità a scapito della sua diretta antagonista, la Nutella.

Insomma: l’assenza di olio di palma non rende automaticamente un prodotto più genuino di un altro che lo contenga.
Resta comunque il fatto che ci si ponga anche il problema della sostenibilità ambientale della produzione di quest’olio, questione che è ancora molto discussa e tenuta sotto osservazione (il WWF ha anche assegnato delle pagelle alle principali aziende che affermano di usare olio di palma sostenibile)
Voi consumate alimenti contenenti olio di palma?

FAKE NEWS E’ ANCHE PUBBLICITA’ INGANNEVOLE

Secondo Coldiretti, una fake news può essere anche la comunicazione di marketing ingannevole di un prodotto. Ad esempio, la pubblicità di un’aranciata genuina che contiene però solo il 12% di succo d’arancia, la crema spalmabile di nocciole che contiene più zucchero che nocciole ecc.
Per mettersi al riparo da queste comunicazioni ingannevoli basta leggere attentamente l’etichetta, sulla quale gli ingredienti sono riportati in ordine di quantità, dal più presente al meno presente. Una cosa è certa: se riuscissimo a fare buona informazione e quindi cultura agroalimentare di massa le fake news non troverebbero un terreno fertile e avranno più difficoltà a propagarsi.

COSA ABBIAMO IMPARATO:

  • Le cosiddette “fake news” sono notizie false o imprecise riguardanti un argomento che nell’epoca del Web e dei social network si diffondono in tutto il mondo in tempi brevissimi.
  • Un’indagine di Coldiretti rivela che tre italiani su quattro credono alle fake news alimentari e ne sono influenzati.
  • Nella top ten Coldiretti delle bufale alimentari troviamo il latte che fa male, l’ananas che fa dimagrire e il Kamut che è una varietà di grano (e non un marchio commerciale).
  • Quella dell’olio di palma è una polemica sempre aperta: si dice che faccia male (più male di altri oli) e che sia cancerogeno. Si discute anche della sua sostenibilità ambientale a livello produttivo.
  • Secondo Coldiretti, anche la pubblicità ingannevole di un prodotto è da considerare come fake news, in quanto produce disinformazione.
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