Facciamo insieme il punto… sull’alimentazione!

 

Se da una parte del mondo l’obesità è in aumento e rappresenta uno dei principali problemi di salute perché è responsabile di una percentuale significativa di malattie non trasmissibili, come patologie cardiache, diabete, malattie del fegato e diversi tipi di cancro, dall’altra parte del mondo non c’è accesso al cibo e si continua a morire di fame.Approfondiamo questo ed altri aspetti interessanti dell’alimentazioneinsieme alla nostra Ilaria Carelli di “icnutrizionista” .

Obiettivo #famezero, come raggiungerlo?

Per eliminare questo paradosso e raggiungere l’obiettivo #FAMEZERO, la FAO suggerisce tre azioni da mettere in atto: non sprecare il cibo, produrre di più con meno e seguire una dieta più sana e sostenibile.
La prima azione sembra molto facile a dirsi ma poche persone riescono a metterla in atto: basta pensare che nel 2016 si stimava uno spreco di cibo di 145 chili a famiglia e 63 chili a persona. Come ridurlo? Per esempio, usare gli avanzi come ingredienti per preparare un altro piatto e portare a casa gli avanzi del ristorante.
Produrre di più con meno ovvero aiutare gli agricoltori a trovare nuovi modi per aumentare la resa dei raccolti e migliorare la qualità dei loro terreni.
Per quanto riguarda invece l’ultima azione, cioè seguire una dieta più sana e sostenibile, la sfida è di proporre piatti sani e nutrienti. Un piatto sano è cucinato con pochi ingredienti a basso impatto ambientale che viene cotto in modo rapido e semplice.

Quali sono stati i trend food del 2018?

Quest’anno i nostri piatti si sono arricchiti di spezie e polveri provenienti dalle cucine orientali: curcuma, zenzero, cumino, coriandolo, curry e paprika, solo per citarne alcune. Non solo perché sono buone e insaporiscono le pietanze ma soprattutto per il loro potere antiossidante e antinfiammatorio. Studi recentissimi hanno dimostrato che lo zenzero ha effetti positivi sul controllo della glicemia, la sensibilità all’insulina e il miglioramento del profilo lipidico nel plasma.

Complice il caldo che ha accompagnato quest’estate e che non ci vuole abbandonare, è cresciuta la richiesta di bibite e il mercato ha risposto lanciando delle linee di acque aromatizzate. Ce ne sono di tutti i gusti e formati, con le bacche di goji, lo zenzero, i frutti rossi, melissa, limone,..
Il mio consiglio è di leggere attentamente le etichette perché dentro un prodotto così innocuo può nascondersi una quantità esagerata di zuccheri semplici che il nostro organismo non ha necessità di assumere.

Inoltre, il 2018 è stato l’anno dei funghi. I funghi saranno usati in moltissimi prodotti poiché nuove ricerche confermano gli effetti benefici sulla salute tanto da essere considerati non solo come ingrediente in cucina ma anche come vero e proprio medicinale.

Infine, se la Dieta Mediterranea rimane il modello nutrizionale di riferimento, la longevità giapponese ha destato notevole curiosità, tanto che è nata la Dieta della Longevità, il metodo giapponese per vivere 100 anni.
Secondo i dati 2015 dell’OMS, l’aspettativa di vita dei giapponesi è la migliore del mondo. La media è di 80 anni per gli uomini e di 86 per le donne.
Un ruolo importante lo gioca il consumo di pesce e di vegetali (in particolare di alghe) ma è interessante scoprire che la longevità giapponese è iniziata a crescere solo dopo gli anni Sessanta grazie all’introduzione delle proteine animali nella dieta.

Non ci resta che attendere il 2019 per nuove smentite e nuove sfide alimentari…

Cosa abbiamo imparato:

•Per la giornata Mondiale dell’Alimentazione 2018 la FAO ha lanciato il tema #FAMEZERO.
•Per raggiungere questo obiettivo la FAO suggerisce tre azioni: non sprecare il cibo, produrre di più con meno e seguire una dieta più sana e sostenibile.
Nel 2018 la ricerca ha sfatato alcuni miti: il caffè non è cancerogeno e le uova non aumentano il colesterolo.
•I food trend del 2018: le nostre tavole si riempiono di spezie orientali, bibite aromatizzate e funghi anche con poteri curativi.
Il caso della popolazione ultracentenaria di Okinawa ha destato notevole interesse: si sono indagate le loro abitudini alimentari scoprendo che oltre all’elevato consumo di pesce e alghe, è con l’introduzione delle proteine animali nella dieta che la longevità giapponese è iniziata a crescere.

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