Il difficile mestiere dei genitori

 

Come si impara a diventare genitori? Fare il genitore è un mestiere, ma non esiste una scuola dove impararlo, ognuno, quando lo diventa, si cimenta nel ruolo un po’ a modo proprio, non senza fatica. C’è un manuale che forse può venire in soccorso dei genitori, ed è quello scritto da Antonio Polito, vicedirettore del Corriere e padre di tre figli, intitolato “Riprendiamoci i nostri figli”.

Polito nel suo romanzo descrive il genitore odierno non come un eroe, ma certamente come un guerriero, che si trova solo nella difficile missione di educare i propri figli. La scuola, la scienza e la chiesa hanno perso l’autorevolezza di cui godevano in passato, al loro posto oggi ci sono i social e la pubblicità a dettare le regole della convivenza civile e sociale: le emozioni oggi si esprimono con gli “stati d’animo”, l’autostima è direttamente proporzionale ai “like”, solo per citarne alcune.

Fare i genitori non è cosa facile, oggi più che mai, tuttavia si possono evitare alcuni errori: come quello di comportarsi come gli avvocati difensori dei propri figli di fronte agli insegnati e agli educatori, perché così non li abituano ad affrontare gli ostacoli della vita, oppure giudicano i figli rispetto ai propri parametri, dimenticando che i figli non sono una loro proprietà, ma sono altro da sé.

Ma allora in cosa consiste il mestiere del genitore? Fare il genitore vuol dire soprattutto “trasmettere un patrimonio morale”.

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