La calza della Befana: storia e tradizione

La befana vien di notte
 

Come da tradizione, la notte tra il 5 e il 6 gennaio migliaia di calze verranno appese, in attesa di essere riempite di doni e dolciumi di ogni genere. Ma da dove nasce questa tradizione tutta italiana e come si è evoluta nel corso dei secoli? Scopriamolo insieme ad Alessandra Corona, di La cucina di zia Ale!

Le origini della Befana

“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, il vestito alla romana, viva viva la Befana!”

La filastrocca sulla Befana

Così recita una filastrocca che ci canticchiano fin da piccoli e che probabilmente conosciamo tutti. A differenza di Babbo Natale, la Befana non ha un aspetto benevolo e pacioso. Al contrario, è brutta, vecchia e vestita male, e se ne va in giro di notte a cavalcioni di una scopa. Diciamoci la verità, tutti i bambini sono un po’ terrorizzati dalla Befana, eppure non vedono l’ora che arrivi, perché proprio come Babbo Natale porta doni e soprattutto tanti, tanti dolciumi.

Ma da dove viene questa vecchina e come mai porta dolci ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio? L’origine della Befana sarebbe da attribuirsi a un insieme di riti propiziatori pagani risalenti al X-VI secolo a.C., in merito ai cicli stagionali legati all’agricoltura. Questi riti celebravano la fine dell’anno appena trascorso e l’inizio del nuovo e vedevano delle figure femminili volare sui campi, di notte, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti.

In epoca cristiana, la storia della Befana rimanderebbe direttamente ai Re Magi. Secondo questa versione, i Re Magi, diretti a Betlemme, non riuscivano a trovare la strada e chiesero informazioni a una vecchina incontrata lungo il loro cammino.

La tradizione cristiana sulla Befana

La donna li trattò male e non li aiutò, ma poco dopo si pentì e per farsi perdonare preparò un cesto pieno di dolciumi. Si mise quindi a cercare i Re Magi ma non li trovò, così iniziò ad andare di casa in casa a lasciare doni ai bambini, nella speranza che uno di essi fosse Gesù bambino. Da allora questa vecchietta nella notte tra il 5 e il 6 gennaio andrebbe in giro facendo regali ai bambini, per farsi perdonare.

Perché la calza è il simbolo della Befana?

Ma come mai si usa appendere le calze della Befana? Pare che addirittura Numa Pompilio, uno dei Sette Re di Roma, appendesse una calza in una grotta durante il solstizio d’inverno, per ricevere doni da una ninfa. In seguito le calze, essendo un indumento a disposizione di tutti, erano facilmente reperibili da tutti i bambini.

Le calze della befana. Come riempirle.

Inoltre, essendo di cotone o di lana, si allargavano e potevano essere riempite di tantissimi doni. In passato, le calze venivano appese sulla cappa o sul camino, in modo che la Befana potesse trovarle subito. Oggi, visto che molte case non hanno il camino, la calza viene sistemata vicino all’albero di Natale o semplicemente appesa a una sedia.

Caramelle o carbone?

La classica domanda che si fa ai bambini il giorno dell’Epifania è: “Che ti ha portato la Befana? Caramelle o carbone?”

Tradizione vuole che i bambini “buoni” ricevano nella loro calza solo dolciumi, mentre i “cattivi” anche un po’ di carbone. In realtà, pare che in passato il carbone avesse un significato più profondo, in quanto era un ricordo del rinnovamento stagionale.

Il carbone nella calza della befana

 

La tradizione cristiana poi lo ha trasformato in simbolo di punizione per i bambini che si erano comportati male durante l’anno appena trascorso.

 

Oggi, naturalmente nelle loro calze i bambini non trovano carbone vero. Si tratta sempre di un dolcetto a base di zucchero, che volendo possiamo anche preparare in casa. E oltre al carbone? La tradizione vuole che la calza della Befana sia riempita di dolciumi e leccornie varie. Via libera quindi a caramelle, dolcetti, cioccolatini di ogni tipo e piccoli snack. Il bello della calza è proprio la ricchezza e la varietà, così da avere quasi l’imbarazzo della scelta e non sapere da dove iniziare!

E voi avete fatto i bravi quest’anno? La Befana vi porterà caramelle o carbone?

Cosa abbiamo imparato:

  • La storia della Befana è antichissima, al punto da farla risalire all’epoca cristiana o a quella precedente.
  • Si utilizza la calza perché è un indumento a disposizione di tutti indistintamente… e poi perché si può allargare ed essere riempita all’inverosimile!
  • Il carbone oggi ha un’accezione negativa, ma in passato era un simbolo propiziatorio e di buon auspicio.
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