Come non farsi schiacciare dalla fame in 8 mosse!

 

Dopo una giornata di lavoro stressante, dopo un litigio con il partner, dopo una giornata storta, oppure dopo un errore, una delusione, per calmare la rabbia, per non sentire la solitudine. Usare il cibo come “riempitivo” di un vuoto o una mancanza è un’esperienza che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita.

Insieme con la nostra biologa nutrizionista, Ilaria Carelli, cerchiamo di non cadere in tentazioni, con 8 semplici mosse.

Eating emozionale

Gli esperti lo chiamano eating emozionale, ovvero “la situazione vissuta da quelle persone che mescolano le emozioni con l’assunzione di cibo: ossia, usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano”.

Stress, ansia, noia, tristezza, solitudine vengono così modulate attraverso il cibo: questo accade perché il cibo sazia lo stomaco dando un piacevole senso di soddisfazione e stimola la produzione di endorfine che rilassano temporaneamente i muscoli e di conseguenza la mente. Nella maggior parte dei casi si tratta di un disagio temporaneo legato alle difficoltà della vita quotidiana e a situazioni passeggere. È utile tuttavia imparare a tenere sotto controllo il fenomeno anche con strategie semplici e alla portata di tutti.

Controllare l'emotional eating

8 mosse per non farsi schiacciare dalla fame

Ecco come mettere a tappeto la fame nervosa in otto mosse:

  1. A metà mattina e a metà pomeriggio uno snack sano (yogurt con frutta secca, un frutto o una tisana con un paio di biscotti secchi) è utile per combattere il vuoto allo stomaco e per non arrivare all’ora di pranzo e di cena con la voglia di mangiare anche le “gambe del tavolo”.
  2. Niente caramelle e cibi troppo dolci. Mai utilizzarli come spezza appetito: i cibi troppo ricchi di zuccheri non apportano nessun beneficio al nostro fisico se non quello di innalzare i livelli di glucosio nel sangue e predisporci a sviluppare il diabete.
  3. Tenere un diario. Annotarsi le situazioni della giornata in cui si viene assaliti dalla fame nervosa. Serve per inquadrare il problema e cercare la causa scatenante.
  4. Fare esercizio fisico. Lo sport e il movimento sono un ottimo modo per scaricare gli stati emotivi e migliorare il tono dell’umore.
  5. Occupare la mente. Sposare il corso dei pensieri è un mezzo efficace per “resettare” la mente e distrarla da questo senso fittizio di appetito.

Fame nervosa: il limone può essere un rimedio

 

6. Ingannare la fame. Provare un sapore opposto a quello gradito. Quando si è assaliti dalla fame provate ad addentare, per esempio, una fetta di limone.

 

7. Volersi più bene! La fame nervosa è spesso legata a stati d’animo negativi riguardo a se stessi e a una bassa autostima. Circondatevi, quindi, di persone positive che vi fanno stare bene.

8. Si può trovare aiuto con alcune sostanze contenute in integratori e tisane: ad esempio il magnesio, la rodiola e l’alga spirulina. Quest’ultima, grazie all’alto contenuto di vitamine, minerali e proteine vegetali, esercita un’azione equilibrante e anti-fame. [“Psicologia e alimentazione 5 passi per controllare la “fame emotiva”” di Paola Medde Alessandra Reposati]

Cosa abbiamo imparato:

  • Emozioni come stress, ansia, noia, rabbiapossono indurre una voglia continua di cibo: questo fenomeno, che tutti almeno una volta nella vita hanno provato, si chiama “eating emozionale”.
  • Conoscere le cause scatenanti l’abbuffata, permette di gestire al meglio il problema ed agire in maniera più efficace per“spegnere” la fame continua.
  • Esistono alcune sostanze di origine naturale come la rodiola e l’alga spirulina che aiutano l’organismo a superare periodi di affaticamento, nervosismo e stress.
A leggere insieme c’è più gusto: condividi!