Educazione alimentare: quale ruolo per la scuola?

L'educazione alimentare nelle scuole
 

In occasione dell’evento Didacta, Matita e Forchetta affronta il tema dell’educazione alimentare, divenuto sempre più centrale nel dibattito pubblico. Vuoi per ragioni di scelta politica, vuoi per la direzione che la società moderna, sempre più multiculturale, è un tema che sta raccogliendo sempre più attenzione e quindi più domande. Ciò che i nostri bambini mangiano a scuola non è più oggetto passivo di accettazione, perché diventa materia di dibattito, dialettica e anche scontro – talvolta molto aspro – fra comunità di genitori, istituzioni, amministratori pubblici.

Educazione alimentare: pasto da casa sì o no?

Negli ultimi mesi ha fatto molto discutere la scelta, optata dalle giunte di Roma e Torino, di inserire, periodicamente, un pasto vegano obbligatorio nelle mense scolastiche. Ma prima ancora la battaglia sul “panino libero” ha infuocato i social e le aule di tribunale per venire alla ribalta sui media di settore e generalisti. Con il ritorno a scuola, ritornano anche questi problemi – ma non solo.

L'alimentazione nelle scuole

Nel paese si sviscerava, con argomentazioni e passione, il tema della presunta obbligatorietà della mensa scolastica, della libertà di scelta in favore del pasto domestico e di numerose altre tematiche relative al mondo complesso dell’alimentazione scolastica. In questo dibattito molti si sono anche chiesti in che modo la scuola italiana, oggi, provvede ad educare i più piccoli sul tema dell’alimentazione.

Un tema trasversale

Quella che molti genitori avvertono come una necessità inderogabile – quella di un’educazione scolastica al ciboè ancora tutt’oggi, di fatto, un’attività lasciata alle autonomie scolastiche e alle competenze dei singoli comuni. Non c’è, sostanzialmente, un vero piano ministeriale che stabilisca in che modo formare prima i docenti e poi gli alunni su un tema così importante, trasversale e complementare rispetto ai  programmi scolastici.

Il panino da casa o la mensa

Il cibo domina le vicende dell’uomo. E’ così da quando le prime comunità si sono formate in funzione difensiva, così come guerre di conquista e strategie politico-militari si sono dipanate nel corso dei secoli per garantire approvvigionamento di alimenti, spezie, generi alimentari a milioni di persone. Il cibo è il fil rouge della nostra storia: eppure questo aspetto viene valorizzato decisamente poco.

Allo stesso modo in secondo piano è, sostanzialmente, l’educazione alimentare in senso stretto, quella che però gioca un ruolo fondamentale nella crescita psicofisica dei nostri figli. Questo avviene proprio in un periodo storico che vede pericolosamente in crescita fenomeni di mala-alimentazione che conducono dritti dritti a patologie da non sottovalutare nell’età adulta. Anche noi siamo convinti comunicatori di tante iniziative di sana alimentazione per i bambini (a proposito, avete già provato quanto è buona la ricetta dei biscotti con frutta e cereali ?)

Serve una strategia nazionale per l’educazione alimentare

Ma in che modo la scuola italiana può farsi carico di questo ulteriore ambito formativo? Ne è in grado? Vi sono le competenze? Le strutture scolastiche  sono adeguate allo scopo? Sono domande alle quali non è facile rispondere, ma una cosa è certa: il tema dell’educazione alimentare non va relegato ad un approccio top-down nel quale la scuola sia semplice “trasmettitore” di conoscenza acquisita passivamente dagli studenti. Serve invece una strategia che coinvolga le istituzioni scolastiche e, allo stesso tempo, le istituzioni locali e le comunità genitoriali. Che devono intonare una “sinfonia” educativa e non disseminare informazioni (e disinformazioni) in ordine sparso.

Oggi, sono molte le iniziative scolastiche adottate – in ordine sparso – per sensibilizzare bambini e famiglie sul tema dell’alimentazione, ma è auspicabile l’adozione di una vera e propria strategia nazionale adeguatamente sostenuta: l’orchestra è ricca di talenti, ma serve un direttore.                                                           

Cosa abbiamo imparato:

  • Le comunità genitoriali si sono divise, nell’ultimo anno, sul tema del pasto da casa e della mensa obbligatoria
  • I temi relativi all’alimentazione scolastica sono sempre più sentiti e dibattuti sui media di settore e generalisti
  • Molte scuole e comuni, localmente, hanno strutturato iniziative di sensibilizzazione e formazione
  • Manca però una vera strategia nazionale sull’educazione alimentare nelle scuole che coinvolga tutti gli attori localmente interessati al tema: famiglie, bambini, istituzioni locale e istituti scolastici.
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