Il fenomeno del “daddy blogging”: quando i papà diventano blogger

 

Separati, per di più con figli a carico: che fare? Magari diventare daddy blogger e condividere online la vita quotidiana di un papà di oggi. Online potete trovare risorse che vi aiuteranno ad affrontare questo difficile momento e a ricominciare. Da voi e dai vostri figli. La nostra Giulia Bucelli ci porta alla scoperta delle opportunità offerte dalla rete per i papà single.

Papà che ricominciano da soli, ma con figlio: le risorse online 

Conoscere altri genitori single può essere un punto di partenza: potreste provare a fare un giro su Gengle , un social network gratuito dedicato ai genitori single che ha lo scopo di creare nuove amicizie fra persone che condividono la stessa situazione familiare e che così possono trovarsi a trascorrere del tempo assieme più piacevolmente, in compagnia e con i rispettivi figli. Gengle è nato nel 2014 grazie all’iniziativa di Giuditta Pasotto, giovane madre separata di due figli: la maggior parte degli iscritti al sito (circa 30.000) rientra nella fascia di età 34-51 anni e ha figli dai 5 ai 14 anni.

Nato ancora prima di Gengle è OneParent, creato nel 2011 per condividere eventi con altri genitori single: ha prodotto anche tre libri di favole scritti dai genitori iscritti al sito per i propri figli (potete riceverli gratuitamente in formato pdf scrivendo a info@oneparent.it).

I padri single ed i figli

Un’altra risorsa utile in Rete è il sito dell’associazione milanese Small Families, dedicata tanto ai padri quanto alle madri single: agli associati offre vari servizi, fra i quali uno sportello di ascolto per genitori soli, con primo incontro gratuito e tariffe agevolate per gli incontri successivi. A parlare di paternità, poi, è la community SuperPapà, nata nel 2010, che oggi su Facebook conta oltre 300.000 follower. La sua missione, così com’è dichiarata sulla pagina: sostenere la bi-genitorialità, difendere il ruolo educativo del padre. Se volete scoprirne di più non perdetevi la nostra intervista!

Passando ad argomenti più frivoli: si avvicina l’estate e anche i papà devono andare in vacanza con la prole, come fare? Ci sono sempre più portali di viaggio che lanciano offerte per famiglie monogenitoriali: è il caso di Vacanze per genitori single, o di siti esteri come Single Parents on Holiday.

Padri che scrivono: i daddy blogger 

Non solo single o separati, ma anche felicemente sposati: sono i “daddy blogger”, i papà che condividono online le proprie peripezie familiari, raccontando in prima persona cosa si prova a diventare padri. Testimoni partecipi delle gravidanze delle loro compagne e mogli, sono presenti nella vita e nelle scelte educative dei figli, talvolta sono veri e propri stay-at-home-dads (padri che stanno a casa): qualcuno li definirebbe “mammi”, ma loro spesso rifiutano questa definizione!

D’altronde siamo più abituati al punto di vista femminile: le mamme blogger sono tantissime. In Italia, dieci anni fa, Chiara Cecilia Santamaria apriva il blog Ma che davvero?,nel quale era fra le prime a parlare di maternità: allora era una 27enne che aveva da poco scoperto di essere incinta (e che scoprendo il risultato del suo test di gravidanza aveva esclamato la frase che poi aveva dato il nome al suo blog), oggi è una blogger affermata a tutto campo. Poi sono arrivate Silvia Lonardo con Cose da mamme, Just4Mom e tante altre.

Daddy blogger from America: “Dad or alive”, “How to be a dad”, “Dad and buried” 

Ma torniamo aidaddy blogger”: sono un fenomeno degli ultimi dieci anni, nato (come spesso accade) negli Stati Uniti. Dall’estate del 2010 Adrian Kulp cura il blog Dad Or Alive: padre a tempo pieno di tre figli piccoli più una quarta neonata, Adrian dispensa consigli legati all’età dei figli, all’alimentazione, al life style in generale, ai viaggi di famiglia. Nel suo blog ha dedicato una sezione alle situazioni particolarmente critiche per i papà, dal titolo particolarmente evocativo (Dad In Deep Shit).

Essere padre può anche avere risvolti comici: il blog How To Be A Dad, stando alle parole degli autori Charlie Capen and Andy Herald, più che una guida su “come essere padre” lo è su “come non essere padre”. Oltre a rappresentare i padri in modo ironico, fanno lo stesso con i figli: usando grafiche e infografiche, ad esempio, mostrano le somiglianze fra zombie e bambini piccoli (si tratta di uno dei post di maggiore successo del blog). Una sezione particolarmente interessante è quella dedicata alle pessime idee di prodotti per bambini: fra queste i Thongies, pannolini-mutandina a perizoma!

Molti blog giocano con ironia sulla fatica di essere padri: come Dad And Buried  (alias Mike Julianelle), che parafrasa l’espressione “dead and buried” (Morto e sepolto). Mike non nasconde il lato difficile di essere un padre, ma lo stempera con ironia con post come 10 ragioni per le quali odio mio figlio oppure 10 modi in cui avere un bambino è come essere in prigione.

Daddy blogger in Italia e in Europa 

Nel 2011, il giornalista Francesco Uccello ha aperto il blog Mo te lo spiego a papà: tra le altre cose, cura una rassegna stampa giornaliera dedicata alle news sulla famiglia e ai bambini e scrive anche di altri argomenti. Uccello cura anche una rubrica sul tema nel magazine femminile Gioia.

C’è anche chi, a fare il papà e il blogger, si ritrova di fronte ad eventi cruciali della propria esistenza, come un terremoto: è il caso di un daddy blogger italiano, SharingDaddy alias Francesco Facchini: nato e cresciuto a Udine ma residente a Milano, separato, un figlio di nome Davide.

Francesco racconta le proprie vicende familiari di padre single, condividendo contenuti inerenti il suo lavoro remunerativo (il mobile journalism) e stralci delle favole lette al figlio.

Allarghiamo lo sguardo e guardiamo all’Europa (e alla Gran Bretagna).

Nel Regno Unito abbiamo giovani papà come Dave, “stay-at-home dad”, fondatore di The DADventurer e co-fondatore di Digidads, sito che raccoglie i papà britannici più influenti del Web.
Britannici sono anche Jamie Day, Social Media Manager e contributor per vari magazine, autore di A Day In The Life Dad, e Simon Hooper, diventato padre a 24 anni e noto su Instagram come Father of Daughters, 832.000 follower e un libro in uscita.

Papà e figli un rapporto raccontato sul blog

Pare evidente che quello dei daddy blogger sia un trend crescente: già nel 2016 il Telegraph notava la tendenza sempre più diffusa dei padri a prendere la parola online, sui blog, nei video e nelle foto su Instagram. C’è un bisogno diffuso di uscire dall’ombra delle mamme, di trovare la propria voce e di elaborare un’esperienza nuova e sconvolgente come quella della paternità.

Sul Web la battaglia per la bi-genitorialità nella quale anche i padri hanno pieno diritto e interesse a dire la loro ha avuto inizio. Voi cosa ne pensate?

Cosa abbiamo imparato:

  • Online ci sono siti che permettono ai genitori single di incontrarsi e aiutarsi fra loro: ad esempio Gengle, OneParent e Small Families.
  • I daddy blogger sono padri, single o in coppia, che si trovano ad affrontare la loro vita da papà: ve ne presentiamo alcuni, americani e europei.
  • Secondo noi (e il Telegraph) quello del daddy blogger è un trend in crescita: i papà sentono sempre di più il bisogno di affermare la propria identità di genitori compartecipi alla vita dei figli.

 

Grazie per la lettura!

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