Da papà a…blogger! Intervista a Daniele Tarenzi

 

La verità è che noi di Matita e Forchetta ci stiamo un pò prendendo gusto nel conoscere coloro che vivono in prima persona le tematiche di cui ci piace tanto raccontarvi oppure chi è un vero e proprio esperto in materia. Oggi parliamo con un papà speciale, single, blogger e comunicatore! Vai con l’ “intervista è servita” a Daniele Tarenzi!

1. Daniele, tu sei un papà single che ha deciso di aprire un blog a tema, nello specifico “Papà imperfetto”, come e perchè ti è venuta questa idea?

Questa è una bella domanda! Perché io abbia deciso di aprire un blog sulla paternità, esattamente non so dirvelo, ma posso dirvi che avevo il desiderio di condividere alcuni aspetti della mia vita, per rivalutare la figura del padre e per capire meglio errori e punti forti del mio essere un papà. Imperfetto, ovviamente! Mentre navigavo in Rete, alla ricerca di informazioni, consigli e spunti, mi sono reso conto che le mamme hanno un ruolo centrale nella blogosfera; sono attive, bravissime, esperte e preparate. I papà? Non pervenuti. O quasi. Così mi sono buttato, nella speranza che le mie esperienze e le mie richieste di aiuto possano essere a loro volta un supporto per altri papà. Si sa, noi maschietti siamo più timidi e meno chiacchieroni, ma sempre di più desiderosi di imparare.

2. Raccontaci della tua famiglia, di come ti trovi a gestire tutto essendo un papà single e quali sono le difficoltà più dure che hai incontrato?

Ho due figlie femmine, Benedetta che tra poco compirà 11 anni e Carolina di 6 anni. Quando sono con loro, cerco di mediare tra il mio desiderio di sfruttare ogni istante per condividere attività ed emozioni e la necessità di avere un ruolo di educatore, a volte quindi anche un po’ scomodo. Gestirle non è semplice: loro sono due bambine splendide, molto indipendenti e giudiziose. Ma sono sempre due bambine! Quindi i capricci devono essere gestiti, le necessità ascoltate, gli impegni mantenuti e tanto altro. Non credo di fare di più rispetto a un papà che condivide tutto con una compagna o un compagno: faccio ciò che ritengo giusto fare e sbaglio, ovviamente! Ma dagli errori imparo e vado avanti. Sicuramente ora che la differenza di età fa sì che le esigenze e i problemi siano molto differenti, sento di fare un po’ più fatica nella gestione (anche pratica), ma è in questo momento che chiedo direttamente alle mie ragazze un aiuto e loro me lo danno.

3. Cosa ti senti di consigliare ad altri papà single al fine di raggiungere armonia e tranquillità nel gestire il rapporto con i propri figli

Onestamente non mi sento la persona più adatta a dare consigli. L’unico aspetto che mi sento di evidenziare e che potrebbe essere utile anche ad altri papà single come me è la capacità di ascoltare di più i propri figli. Mi spiego meglio: quando si vive una situazione come la mia, è probabile che il livello di tensione, di preoccupazione e di ansia arrivi a ledere il rapporto con i figli, che invece dovrebbe trasmettere tranquillità ed equilibrio. Questo ha tantissime cause, che non voglio affrontare. Ma tutto comprensibile. In questo contesto, bisogna fare un passo indietro e cercare di tornare ad ascoltare i figli, le loro richieste e anche quelli che per noi sono solo capricci. Faccio un esempio concreto: a volte le mie figlie si arrabbiano (tantissimo!) e non mi danno spiegazioni; io prima mi arrabbiavo a mia volta e il risultato era una mortificazione reciproca, che faceva solo male. Ora cerca almeno di fermarmi un attimo, chiedere il perché di quel comportamento e di spiegare loro il perché della mia posizione. Ha dato ottimi frutti e anche la mia tranquillità ne ha giovato.

4. Oggi il web sembra essere un valido aiuta per i papà single sia a livello di community ad hoc, o magari di siti che dispensano consigli riguardo ai temi più disparati che ne pensi?

Sono un grande supporter del web e di tutto quei luoghi dove è possibile condividere e leggere di esperienze altrui, perché credo fermamente che ci si possa aiutare anche attraverso questi canali. Naturalmente, tutto può essere molto soggettivo: ciò significa che, preso il consiglio o l’esperienza, bisogna poi indossarlo, farlo proprio sulla base delle proprie necessità. Questo è anche il motivo per cui io dico sempre: “Questa è la mia esperienza, ma non è detto che vada bene anche per te”. Insomma, un po’ di spirito critico non guasta!

5. Qual è l’attività che nessun padre dovrebbe mai farsi mancare con i propri bambini per stringere sempre di più il rapporto e condividere?

Il gioco. Per me giocare con i propri figli significa parlare il loro linguaggio, entrare nel loro meraviglioso mondo e riscoprire la genuinità del nostro essere stati bambini. Questo ci rende più veri e più sensibili alle loro esigenze. Significa capirli e farsi sentire presenti. Poi esistono tante altre attività che un padre può fare con i figli: per esempio, leggere. Io adoro quando ci mettiamo tutti e tre sul lettone e ognuno legge il proprio libro (sì, anche la piccola che non ha ancora imparato a leggere, avendo appena iniziato la prima elementare)! Viaggiamo nella storia dei libri e poi ce li raccontiamo.

6. Come pensi che ad oggi, nell’era dei social, sia vista la figura del papà single?

Non penso che sui social ci sia molta differenza tra un papà single e uno non. Uno degli aspetti positivi dei social è la forte democratizzazione dei ruoli: siamo un po’ tutti uguali nel nostro chiedere o dare. La mia esperienza è positiva: forse un papà single ha bisogno più degli altri di un consiglio o un aiuto o semplicemente di condividere un’esperienza e in questo senso i social offrono questa possibilità.

7. Parliamo di “cyberbullismo”: per noi di Matita e Forchetta è un tema importante e cerchiamo sempre di parlarne quando possibile, tu sei un padre che del web ha fatto uno strumento per dire la propria, e saprai quindi anche le tante insidie che posso presentarsi soprattutto per i più giovani, cosa senti di dire agli altri papà riguardo alla gestione del rapporto che i propri figli hanno con i social in particolare?

Intanto devo ringraziare Matita e Forchetta, così come altre realtà online, che si adoperano per una educazione digitale, che possa combattere il cyberbullismo, che per me è uno dei problemi più gravi di questa era digitale. Io temo tantissimo il cyberbullismo, perché a volte mi sento inerme di fronte a questo mostro che può colpire chiunque. E l’ansia sale, se penso che le mie figlie potrebbero essere vittime, ma anche carnefici. Ecco perché ritengo che fare cultura e parlarne il più possibile sia l’unico modo per far capire ai ragazzi che devono ribellarsi, non devono stare zitti. Hanno diverse figure in grado di aiutarle: la famiglia, ma anche gli insegnanti. Io ripeto sempre alle mie figlie: “Parlate, parlate, parlate”. E tutto si risolverà senza problemi. Ma noi genitori dobbiamo essere capaci di cogliere segnali e dobbiamo esserci, essere presenti, vigilare.

8. Riguardo invece all’alimentazione, altro tema per noi fondamentale, come sei riuscito a far seguire ai tuoi figli un’alimentazione sana? Qual è la tua strategia?

L’alimentazione è un altro tema a cui tengo molto. Ho sempre cercato di insegnare alle ragazze a mangiare sano solo con l’esempio: io mangio sano, loro fanno lo stesso. Ciò non significa negare tutto; è sufficiente un buon equilibrio. Ogni tanto si può (ed è anche bello) trasgredire, ma nella quotidianità si seguono precise regole. In tutto questo, purtroppo, non sono ancora riuscito a far mangiare alcuni alimenti che per me sono fondamentali, come il pesce. O la frutta. Ma con la pazienza ci arriveremo!

9. L’ultima domanda è sempre la stessa per tutti i nostri intervistati! Vogliamo scoprire quale sia il tuo piatto preferito e cosa ami di più cucinare!

Forse non mi sono spiegato bene: io sono un papà imperfetto…e chi è capace di cucinare! Scherzi a parte, non ho un piatto preferito, perché sono abbastanza onnivoro. Amo il salato rispetto al dolce, amo i primi rispetto ai secondi e adoro il pesce e le verdure. Tutte. Per il resto, mi piace tantissimo sperimentare e accostare sapori molto diversi. Se parliamo, invece, di capacità culinarie, qui sono davvero in difficoltà: anche in questo caso i social e il web in generale mi sono molto utili! Ma se volete venire a casa mia a mangiare, datemi il tempo di studiare le meravigliose ricette di Matita e Forchetta e poi mi darete un voto!

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