Reflusso e cefalee: curarsi con l’alimentazione

Curarsi con il cibo
 

Per curare l’acne è necessario ridurre il consumo di latticini, per le cefalee è meglio non esagerare con i carboidrati… esiste realmente una connessione tra l’alimentazione e la medicina? Scopriamolo insieme alla biologa, nutrizionista Francesca Brun

Il cibo, medicina del tuo corpo

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”.  Ippocrate, nel 400 a.C., fu il primo a riconoscere l’incredibile potere del cibo sulla nostra salute. Considerato il padre della Medicina moderna, molte delle sue intuizioni sono state confermate da numerosi studi scientifici e oggi è via via crescente la consapevolezza che un’alimentazione varia ed equilibrata sia alla base del benessere e della salute di ognuno di noi, mentre un’alimentazione inadeguata incida negativamente sul benessere fisico e psicologico, rappresentando uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose malattie croniche.

Fin dai tempi più antichi erbe, spezie e alimenti sono stati usati a scopo terapeutico: lo zenzero ad esempio, tanto in auge nei tempi moderni, è in realtà da millenni utilizzato dalle popolazioni asiatiche per combattere raffreddore, febbre, nausea e cattiva digestione. Oltre alla Nutraceutica, esistono ormai protocolli dietetici specifici per numerose patologie e quadri clinici. Sebbene la dieta non si sostituisca alle terapie farmacologiche, è stato osservato che determinate abitudini alimentari possono fare la differenza. Vediamo alcuni esempi.

L’alimentazione giusta per combattere il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è una patologia diffusissima: si stima che ne soffra il 30% della popolazione ed è caratterizzata  da bruciore e acidità di stomaco dovuti alla risalita del contenuto gastrico a livello dell’esofago. Oltre a calare di peso se presente sovrappeso, è bene ridurre l’apporto di cibi aciduli come pomodori, agrumi, aceto e di alimenti stimolanti come caffè, tè, cioccolato, menta, aglio, cipolla e cibi piccanti.

Combattere i disturbi gastroesofagei con il cibo

E’ consigliabile evitare pasti eccessivamente grassi o abbondanti, ridurre zuccheri, dolci e cereali raffinati, bere acqua a temperatura ambiente, limitare le bevande gassate ed evitare chewing-gum e caramelle. Quando il disturbo non è eccessivamente grave, queste semplici accortezze possono risolvere il problema, come nel caso di Luigi, che soffriva di forte reflusso e a 2 mesi dall’inizio della dieta ha dichiarato di non aver “mai più avuto acidità”. [Surdea-Blaga T, Negrutiu DE, Palage M, Dumitrascu DL. Food and Gastroesophageal Reflux Disease. Curr Med Chem. 2017 May 15.]

Combattere le cefalee assumendo tanti grassi ma pochi carboidrati. Si, può, fare!

Un altro disturbo spesso trascurato è la cefalea, patologia del sistema nervoso caratterizzata da dolore alla testa tale da compromettere fortemente la vita sociale di chi ne soffre. Non sono pochi i casi di remissione per migliorato stile di vita, ma esistono molte situazioni in cui è complicato determinare la causa del disturbo. [Zaeem Z, Zhou L, Dilli E. Headaches: a Review of the Role of Dietary Factors. Curr Neurol Neurosci 2016 Nov;16(11):101.]

A livello alimentare, il mal di testa può avere molteplici origini ed essere il primo segnale di ipersensibilità e intolleranza. Gli alimenti che possono determinare cefalea in soggetti sensibili sono moltissimi: latte, cioccolato, agrumi, tè, caffè e frutta secca. Sostanze come tiramina, fenilalanina, istamina, caffeina, alcol, nitrati, solfiti, glutammato monosodico e aspartame sono presenti in numerosissimi alimenti: formaggi stagionati, legumi, cibi in scatola e non solo. E’ facilmente intuibile la difficoltà diagnostica e sarebbe superficiale ridurre il problema ad una semplice relazione causa-effetto.

Combattere l'emicrania con il cibo

Negli ultimi anni si parla sempre di più dell’utilizzo della Dieta Chetogenica per il trattamento dell’emicrania. Si tratta di un’alimentazione basata su un elevato consumo di grassi e bassissimo di carboidrati, principalmente conosciuta per gli incredibili effetti sulle epilessie infantili resistenti ai farmaci: viene così indotta la produzione dei corpi chetonici, che si sostituiscono ai carboidrati e diventano la principale fonte energetica di diverse cellule tra cui i neuroni. Gli studi del Prof. Cherubino Di Lorenzo, neurologo dell’Università La Sapienza di Roma, sono sorprendenti: corpi chetonici smorzano l’infiammazione neurogena che è comune sia all’epilessia che all’emicrania e modulano la frequenza di scarica dei neuroni. Abbiamo osservato che i pazienti che si sottopongono alla dieta chetogenica hanno meno attacchi di cefalea. In molti casi, i mal di testa addirittura spariscono durante la chetosi.”

Attenzione al fai da te: per adottare un’alimentazione di questo tipo è necessario affidarsi a professionisti per evitare carenze e conseguenze potenzialmente gravi.

Cosa abbiamo imparato:

  • L’alimentazione gioca un ruolo di primaria importanza nel mantenimento di uno stato di salute, ma è sempre più conosciuto il potere del cibo nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie.
  • Evitare particolari alimenti, migliora significativamente bruciore e acidità nel reflusso gastroesofageo.
  • Esistono diversi approcci dietetici nel trattamento delle cefalee, ma è consigliabile affidarsi a dietologi, biologi nutrizionisti o dietisti affinchè le indicazioni siano personalizzate e sicure.
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