Come combattere il cyberbullismo?

Come combattere il cyberbullismo
 

Mettiamocelo in testa: il cyberbullismo riguarda tutti noi e, per combatterlo, è necessario mettere in atto sia misure preventive che di risposta agli episodi di violenza digitale. Matita e Forchetta, con questa breve guida cercherà di fornire alcuni utili consigli in merito.

Fin dall’inizio, possiamo ridurre i rischi connessi all’utilizzo di Internet se parliamo apertamente con i nostri bambini, senza tabù, sulle loro attività online e fissiamo alcune regole che li accompagneranno nella crescita individuale, oggi impensabile senza un costante contatto con la sfera digitale.

Cambiamento culturale

Per combattere efficacemente il cyberbullismo è innanzitutto necessario un cambiamento culturale laddove gli episodi sono più frequenti. Spesso gli episodi di cyberbullismo nascono casualmente e sono dovuti all’inconsapevolezza che ciò che può sembrare “solo uno scherzo” può avere un effetto dirompente su qualcun altro.

A casa e a scuola

Sia a scuola che in famiglia dovrebbero essere fissate delle regole sull’utilizzo del computer. Un aspetto importante di questa prassi, però, è che deve essere condivisa. No, quindi, a regole “top-down”, prescritte con la sola forza dell’autorità, ma devono nascere dal dibattito e dalla condivisione. A scuola, ad esempio, sarà importante derivare gli “standard” educativi da sessioni di gruppo e riflessioni allargate fra studenti e corpo docente. Le regole dovranno inoltre essere chiare e congruenti con il codice etico della famiglia e dell’istituzione. Le ricerche hanno dimostrato che il tasso di episodi di cyberbullismo si riduce quando gli studenti sono consapevoli che, adottando un certo tipo di comportamento, contravvengono a regole fissate dalla comunità.

Occhio alla privacy

Con i bambini più piccoli (oggi già a 5-6 anni spesso sono perfettamente in grado di utilizzare tablet, pc, smartphone e interagire con altre persone), sarà fondamentale assicurarsi che non lascino online informazioni personali.

Nel caso degli adolescenti, l’attività sociale online è intensa. Questo è il momento di discutere della natura delle interazioni online. Il cosiddetto “sexting” può facilmente portare ad episodi di cyberbullismo. Anche la divulgazione, con contatti anonimi su chat o sui social network, di informazioni personali, dovrebbe essere limitata: insegniamo ai nostri figli il valore della privacy e della riservatezza!

No alle punizioni

Al bando gli atteggiamenti punitivi. I bambini che fanno un utilizzo smodato della rete lo fanno perché non sono stati educati a sufficienza dalla scuola o dalla famiglia. Le responsabilità in caso di incidenti, quindi, vanno condivise. Togliere il telefono o il pc come punizione è controproducente perché non contribuirà a sanare la concezione di fondo, quella sì errata, dei media digitali. Insomma, anche noi genitori dobbiamo prenderci le nostre responsabilità.

No al bullismo

No all’omertà

Esattamente come siamo responsabili del perpetrarsi di azioni di bullismo digitale se, qualora ne venissimo a conoscenza, non le denunciassimo alle autorità competenti. I media sociali digitali hanno – tutti! – funzioni atte a segnalare gli abusi, ma anche la scuola può essere coinvolta per contribuire a “raddrizzare” chi viola le regole della convivenza digitale.

Regola d’oro: mai dare spago!

É anche fondamentale istruire i bambini-adolescenti su come affrontare eventuali discussioni online. Una delle regole principali è che non ci si dovrebbe addentrare in combattimenti virtuali: dare troppo spago ai cyberbulli è esattamente ciò che cercano per alzare i toni ed attrarre altri soggetti nella discussione per espandere, a macchia d’olio, la portata della “rissa digitale”.

Salvate le prove

Salvate le prove. Istruite i vostri figli per assicurarvi che possano provare quello che è successo se qualcuno li offende o minaccia in linea. Vi diamo un suggerimento: la pagina “archive.is” può essere utilizzata per salvare qualsiasi contenuto web, sia esso un gruppo Facebook, un tweet, un post Instagram. Il funzionamento è facilissimo, provare per credere! Il sito che vi abbiamo suggerito è molto meglio degli screenshot, che sono facilmente contestabili.

Rispetto a scuola

La scuola, il centro di tutto

Le scuole sono sempre più proattive nel contrasto del cyberbullismo, ma spesso in modo poco efficace. Programmi di intervento efficaci dovrebbero coinvolgere l’intera scuola in iniziative programmate seriamente e con l’ausilio di personale qualificato ed esperto di cyberbullismo. Il contrasto al cyberbullismo, peraltro, non può essere un’attività che la scuola porta avanti a prescindere dal contesto e dal tessuto sociale circostante. La scuola, al contrario, deve essere uno snodo che entra in contatto con tutti gli attori localmente influenti, dalle istituzioni alle associazioni di genitori ai singoli individui. Fate quindi pressione sugli istituti scolastici dei vostri figli per iniziare un percorso di condivisione delle buone pratiche consegnate dagli esperti o utilizzate in altri plessi scolastici.

I testimoni possono avere un enorme impatto sul cyberbullying, ma spesso gli adolescenti scelgono di non intervenire per paura di essere a loro volta coinvolti o minacciati. Il ruolo dell’istituzione scolastica deve essere proprio quello di emarginare – e correggere, il responsabile dell’azione di cyberbullismo, proteggendo al contempo chi si adopera per far rispettare le regole della comunità.

Un bagno “digital” per i non-nativi digitali

Per concludere questa breve guida, desideriamo spronare tutti i genitori a conoscere l’ambiente digitale in cui i propri figli si trovano – irreversibilmente – immersi. Spesso i genitori sentono di non essere in grado di svolgere un’adeguata azione di controllo o di formazione perché non hanno le competenze digitali necessarie. Diventare programmatori o esperti digital non sarà necessario, ma sapere quali sono le funzionalità di base di un’app o dei social network potrà aiutarci a capire meglio i rischi e le contromisure migliori da adottare, caso per caso.

Cosa abbiamo imparato:

  • Il cyberbullismo è un fenomeno dilagante oggi che la sfera digitale permea ogni ambito della vita individuale
  • Per combatterlo serve un cambiamento culturale che coinvolga le famiglie, le scuole, le istituzioni locali
  • Le punizioni a chi è vittima di cyberbullismo (es: la classica settimana senza cellulare o pc) non servono e sono, anzi, controproducenti
  • E’ importante salvare le prove di attacchi e offese digitali per poterne dimostrare l’esistenza: gli screenshot non sempre sono validi
  • Anche i genitori che si trovano in imbarazzo di fronte alla sfera digitale devono fare uno sforzo e conoscere le funzioni di base dei social e del web per poter svolgere un’azione di “sorveglianza” più efficace. Senza per questo essere troppo intrusivi nella privacy dei propri figli!
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