Boom della frutta esotica: quanto ne sappiamo?

 

Il banco della frutta e verdura ormai offre un’ampia scelta di prodotti e tra questi, ci sono anche alimenti dai nomi strani e difficili da pronunciare. Spinti dalla curiosità, questi prodotti misteriosi finiscono nelle borse della spesa e una volta a casa non siamo più  in grado di utilizzarli. Ma scopriamone di più con la nostra Ilaria Carelli di “icnutrizionista” .

Che cosa s’intende per Frutta Esotica?

Con il termine frutta esotica intendiamo tutti quei frutti che non fanno propriamente parte della nostra tradizione alimentare e dei nostri territori.

Ce ne sono di più noti come l’Ananas, il Cocco, la Banana, il Kiwi, il Litchi, l’Avocado, il Mango, la Papaya e più sconosciuti come il Durian, la Feijoa, il Kiwano, il Finger lime, la Maracuja, la Pitaya e il Platano. La curiosità verso queste tipologie di frutta sembra crescere nel nostro Paese non solo per una maggiore conoscenza dei benefici e la maggiore possibilità di trovare facilmente questi alimenti nei nostri negozi, ma anche per il loro sapore spesso particolare e davvero gustoso. Cerchiamo di entrare nel dettaglio delle caratteristiche di questi frutti per saperne di più e scegliere il nostro preferito!

Quali sono le proprietà nutrizionali?

Ananas

Alla parola “ananas” ne segue spesso un’altra: “brucia grassi”. In realtà è consigliato consumarla dopo un pasto a base di carne o pesce perché contiene un enzima (bromelina) che favorisce la digestione delle proteine. Attenzione però, perchè la bromelina viene distrutta dal calore, perciò non è presente nell’ananas in scatola e quando è sottoposto a cottura (marmellate, crostate, ecc.). Ha uno spiccato effetto diuretico e fornisce solo 64 calorie ogni 100 grammi. 

Papaya

La papaya proviene dalla Costa Rica e dal Brasile e presenta una buccia verde quando è acerba, gialla se matura. È un frutto ricco di vitamina A e C e nei paesi di origine viene consumato a fine pasto perché contiene  un enzima (la papaina) che facilita la digestione delle proteine. Contiene 28 calorie ogni 100 grammi. Attenzione alla sua conservazione: teme il freddo, quindi il consiglio è di metterlo in frigo soltanto nello scomparto della verdura dove può conservarsi fino a 15 giorni. Il frutto matura a temperatura ambiente. E’ ottimo se utilizzato in una macedonia con una spruzzata di limone.

 Mango

Il mango è un frutto esotico di origine indiana. Mezzo mango al giorno assicura il 40% della vitamina A di cui abbiamo bisogno e il 15% di vitamina C; fornisce 62 calorie per 100 grammi di frutto e presenta una buona dose di calcio.

Il frutto duro si conserva a temperatura ambiente finché non si ammorbidisce.
E’ bene rinfrescare il frutto in frigo solo per qualche minuto prima di mangiarlo, ma evitare di conservarlo nella catena del freddo a lungo perché diminuiscono le qualità organolettiche. Può essere consumato al naturale o come sorbetto. Apporta 53 Kcal ogni 100 g di prodotto.

 Avocado

L’avocado è una pianta originaria dell’America Centrale conosciuta già in epoca precolombiana; E’ un frutto ricco di grassi buoni (omega 3), attenzione però che fornisce più di 200 calorie per ogni 100 grammi. È molto ricco di vitamina A (utile per la vista), B1 (antinevritica), B2, favorevole alla crescita e al benessere, inoltre apporta vitamine del gruppo D, E, K, H, PP. Il suo consumo è particolarmente indicato per i bambini e per chi segue una dieta vegetariana.

Per scegliere un buon avocado è importante valutarne il colore, la consistenza e la buccia. E’ maturo quando risulta morbido ad una leggera pressione delle dita.

Nonostante sia un frutto, è da mangiare più come ortaggi: la polpa cremosa può essere spalmata sul pane e creare un avocado toast oppure tagliato a dadini arricchisce l’insalata mista.

Durian

Il durian è coltivabile esclusivamente nel sud-est asiatico, in un areale relativamente ristretto; la sua presenza in luoghi pubblici e il trasporto in aereo sono sottoposti a restrizioni o esplicitamente vietati a causa del suo odore nauseante, penetrante e persistente. E’ un frutto che divide i consumatori: c’è a chi piace e c’è chi lo disgusta. Qui in Italia è poco conosciuto ma è un frutto che desta non poca curiosità.

Maracuja

Denominato anche Granadilla ma più conosciuto come frutto della passione, è ricco di zuccheri tanto da fornire un sapore dolce con una piacevole punta acidula.

È ottimo consumato tagliato a pezzi e mescolato a uno yogurt magro oppure può essere utilizzato per nei centrifugati di frutta. Fornisce 90 calorie ogni 100 grammi.

Litchi

E’ un frutto originario cinese e In Italia è’ consumato quasi esclusivamente nel periodo natalizio. 100 g di questo prodotto forniscono più dell’80% della dose raccomandata di vitamina C. Fornisce 66 Kcal per 100 g, è povero di grassi e sodio ed è un ottimo alleato contro il mal di testa!

Feijoa

La feijoa è un albero sempreverde di origine brasiliana che produce fiori appariscenti dai petali bianchi commestibili. I frutti, che cadono spontaneamente quando sono maturi, non sono molto conosciuti e apprezzati anche perché non si conservano per più di un mese. Ciò nonostante il frutto può essere consumato fresco o utilizzato per fare succhi e marmellate.

Platano

Il platano è un frutto simile alla banana ma con la differenza che il platano viene consumato solo cotto. È una fonte di carboidrati e potassio e viene  utilizzato soprattutto nell’America del Sud e centrale in sostituzione a pane e riso. È più calorico della banana (122 Kcal contro i 98 Kcal per 100 g della banana).

Kiwano

E’ un frutto originario dell’Africa, ricco di magnesio e di d’acqua ed ha un sapore che ricorda il cetriolo. In Africa viene consumata anche la buccia, previa cottura, che contiene un’elevata quantità di vitamina C e fibre.

Finger lime

È un agrume che cresce nella zona costiera dell’Australia.  In Italia viene comunemente chiamato “Limone Caviale” o “Caviale di agrumi e ciò perché la polpa è composta da tante vescicole sferiche, cariche di succo, che lo fanno somigliare al caviale. Viene principalmente utilizzato come ingrediente per le preparazioni gastronomiche di alta ristorazione.

 Pitaya

La pitaya, conosciuta anche come frutto del drago, è una pianta rampicante i cui frutti hanno un involucro rosso e dentro sono bianchi con dei semi neri. In Italia è poco conosciuta ma è ottimo per preparare frullati e acque aromatizzate. E’ dissetante e contiene solo 36 Kcal per 100 g di prodotto.

Questi frutti possono essere coltivati anche in Italia?

In Italia ci sono delle piante che si sono acclimatate bene e vengono, ad oggi, coltivate e prodotte nel nostro Paese.

La pianta del Kiwi, originaria delle Cina, ha avuto una grande diffusione da noi a partire dagli anni ’80. Attualmente l’Italia è il maggior produttore mondiale del frutto, in particolare nel Lazio nella zona di Latina tanto che, nel 2004 ha ricevuto il riconoscimento a livello europeo di Indicazione Geografica Protette (IGP).

Nel reparto ortofrutta le troviamo originarie della Costa Rica, ma le Banane vengono coltivante anche nel Sud Italia, in particolare il Sicilia con notevole successo.

Anche l’Avocado fruttifica ai nostri climi: viene coltivato in Sicilia e in Calabria  e raccolto in inverno per essere gustato da dicembre ad aprile.

Nelle terre sicule viene coltivato anche il Mango, la Maracuja e il Litchi; questi ultimi stanno avendo un grande successo nei Paesi del Nord.

Il mio consiglio è quello di sperimentare e provare gusti nuovi magari cercando di promuovere le imprese del nostro Paese.

 

Cosa abbiamo imparato:

  • Frutta Esotica: ovvero tutte quei frutti che abbiamo imparato ad amare e utilizzare in cucina, ma che non fanno parte della nostra tradizione alimentare e dei nostri territori.
  • Se kiwi, banana, ananas e cocco sono frutti esotici presenti stabilmente nel nostro territorio, ci sono frutti meno conosciuti che stanno prendendo sempre più piedi: avocado, mango, papaia, platano. Il denominatore comune di tutti i frutti di questa categoria sono la loro ricchezza in proprietà nutritive.
  • In Italia si sta diffondendo con notevole successo la coltivazione di piante tropicali che si sono acclimatate nel nostro Paese.

 

 

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