Biologico sì…ma da bere!

 

Aranciate, bibite, succhi di frutta sembrano acquistare un valore in più se riportano la dicitura BIOLOGICO sull’etichetta. Dietro il termine biologico, non c’è solo un’agricoltura che non si avvale dell’utilizzo di pesticidi e OGM, ma un vero e proprio modello di produzione che evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che sia effettivamente in grado di durare nel tempo.

Scopriamo insieme alla Ilaria Carelli di “icnutrizionista”, se le bevande biologiche sono davvero un prodotto valido da acquistare e salutare da consumare

Una rispolverata alle basi…che cosa significa “biologico”?

Un alimento può essere definito “biologico” se è prodotto o proviene da un’agricoltura biologica, poiché́ ad essere biologico è appunto soprattutto il metodo di produzione, non il prodotto.
Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo ed esclusivamente l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di organismi geneticamente modificati (OGM) e sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). C’è però da ricordare che alcune sono permesse dall’Unione Europea nelle fasi di lavorazione, che vanno dalla coltivazione alla trasformazione e allo stoccaggio.
L’Unione Europea ha creato una specifica regolamentazione riguardo la produzione biologica, secondo la quale i produttori devono seguire precise regole: devono essere iscritti agli albi regionali delle aziende biologiche ed essere monitorati da enti appositi ed autorizzati dall’UE.

Come riconoscere un prodotto biologico?

Come ogni alimento che si rispetti, anche gli alimenti provenienti da agricoltura biologica posseggono un’etichetta e il logo biologico che ha il compito di assicurare al consumatore che il prodotto che stanno comprando è stato ottenuto seguendo in tutti i dettagli la Regolamentazione Europea sull’agricoltura biologica.
I prodotti biologici vengono comunemente distinti in tre categorie, in base a precise caratteristiche produttive:

-Prima categoria (indicazione del termine biologico riportata nella denominazione di vendita): almeno il 95% degli ingredienti agricoli è stato coltivato secondo il metodo biologico per almeno due anni.

-Seconda categoria (indicazione del termine biologico riportata nell’elenco degli ingredienti): almeno il 70% degli ingredienti agricoli è stato coltivato secondo il metodo biologico per almeno due anni.

-Terza categoria (riportano la dicitura “Prodotto in conversione all’agricoltura biologica): prodotti coltivati secondo il metodo biologico da almeno un anno prima del raccolto, in un’azienda che ha smesso i metodi di coltivazione convenzionali da oltre un anno.

Quali sono le bevande a marchio biologico?

Una bevanda è biologica quando uno o più ingredienti che la compone deriva da un’agricoltura biologica.
Sul mercato esistono una vasta gamma di bevande a marchio biologico: dai succhi di frutta, alle bibite gassate, dai vini alle bevande vegetali (di soia, di riso, di avena,..).
Non sempre però i prodotti biologici sono sinonimo di qualità.
Per esempio, un succo di mirtillo è biologico se contiene solo purea di mirtilli da agricoltura biologica ma è biologico anche se contiene acqua, purea di mirtilli (40%) da agricoltura biologica, zucchero da agricoltura biologica, succo di limone, antiossidante: acido L-Ascorbico.

Biologico, può bastare?

Nell’esempio di prima, ci troviamo di fronte a due succhi di mirtillo di qualità completamente differente, pur essendo entrambi prodotti biologici. Il primo succo di mirtillo è prodotto con una sola materia prima, il mirtillo appunto, che è stato coltivato senza l’utilizzo di pesticidi; il secondo succo di mirtillo, pur avendo mirtilli di origine biologica, è addizionato di zucchero e conservati e il quantitativo di mirtilli è ridotto al 40%, quindi è meno salutare rispetto al primo.

Il mio consiglio è quello di leggere sempre attentamente l’etichetta nutrizionale perché non è detto che il metodo biologico sia una garanzia di qualità organolettica, nutritiva o sanitaria superiore.

Che cosa abbiamo imparato:

•Gli alimenti da agricoltura biologica provengono da produzioni senza l’utilizzo di sostanze chimiche (fitofarmaci e pesticidi) e senza l’utilizzo di organismi geneticamente modificati.
•Tisane, infusi, succhi, latte, bevande biologiche, birre, bibite, vini e amari,… c’è una bevanda biologica per tutti i gusti!
•Attenzione però che il termine biologico non identifica necessariamente un prodotto salutare.

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