Il futuro dell’agricoltura?

Le soluzioni per il futuro della nostra agricoltura
 

Il 2017 è stato un anno molto difficile per la nostra agricoltura: il lungo periodo di siccità ha messo a dura prova i raccolti e ha causato enormi danni agli agricoltori. Non soltanto la siccità… l’aumento dell’inquinamento atmosferico e la disponibilità sempre minore d’acqua ci invitano a riflettere su nuove alternative di produzione.

Non tutti i mali vengono per nuocere!

Come già detto, la siccità che ci ha colpiti ha determinato una drastica diminuzione di prodotti agricoli a nostra disposizione, dai mercati rionali ai grandi supermercati, passando dall’alimentari sotto casa. L’altra faccia della medaglia ci mostra però un lato positivo: la minore concentrazione di acqua presente in frutta e verdura rende i prodotti più dolci, nutrienti e ricchi di sali minerali e vitamine! Certo, se le quantità di acqua saranno sempre più scarse, alla lunga i nostri prodotti ne risentiranno ulteriormente, ma questo potrebbe farci riflettere sull’uso intensivo e incontrollato che facciamo delle nostre terre.

I cambi climatici condizionano i raccolti

Per non parlare dell’inquinamento atmosferico, che di questo passo rischia di compromettere per sempre i nostri prodotti vegetali! L’alta concentrazione di anidride carbonica provoca un aumento innaturale dello sviluppo delle piante, le quali producono più frutti ma poverissimi dal punto di vista nutrizionale!

Tra i tanti problemi di questo tipo che affliggono l’intero pianeta, in Italia non ci sono nemmeno strutture attrezzate e adeguate per una raccolta efficiente dell’acqua piovana e questo ci rende maggiormente vulnerabili. Ma quali soluzioni abbiamo allora?

Con poca acqua si può!

Tempo fa avevamo parlato di una pratica agricola poco nota da noi, ma in forte crescita nei Paesi con scarse disponibilità d’acqua: l’aridocultura! Come funziona?

L’aridocultura parte da tre aspetti principali: la razionalizzazione del consumo d’acqua, la limitazione dell’evaporazione del suolo e il rimescolamento di vari strati di terreno. In questo modo, le colture non avvengono in assenza d’acqua, ma il suo utilizzo viene concentrato laddove ve n’è realmente bisogno!

Aridocultura usa poca acqua

L’agricoltura, secondo la Fao, è responsabile del 70% del consumo mondiale di acqua potabile, quindi se è vero che senza acqua non si potrebbe coltivare, è altrettanto vero che dobbiamo ripensare il consumo del nostro “oro blu” anche a casa!

L’aridocultura predilige coltivazioni a ciclo breve laddove la stagione piovosa è maggiormente concentrata, mentre preferisce piante stabili e durature in quei luoghi in cui le piogge sono sporadiche e distribuite nell’arco dell’anno. La tecnica della microirrigazione è un sistema intelligente di irrigazione, che concentra l’acqua vicino ad ogni singola piantina! La dispersione e il consumo sono minimi, i liquidi vanno direttamente alle radici lasciando le foglie asciutte.

E se togliessimo il suolo?

Avete mai sentito parlare di coltura idroponica? L’idrocoltura, altro modo di chiamarla, prevede una coltivazione senza suolo! Le piante vengono coltivate su strati composti di argilla, fibre di cocco o particolari materiali come la lana di roccia e vengono alimentate tramite composti di acqua e sostanze nutritive.

Potrebbe sembrare una pratica da laboratorio, ma in realtà anche le piante che tenete sul vostro balcone sono coltivate “fuori suolo”! La coltura “senza suolo” prevede due tipologie: nella prima le radici della pianta sono immerse in uno strato argilloso alternativo al comune campo, mentre nella seconda le piante poggiano direttamente sul composto di acqua e sostanze nutrienti.

La coltura idroponica non impiega il suolo

Quali vantaggi si hanno? Anche qui c’è un consumo più concentrato e razionale di acqua, in modo da evitare dispersione o consumo eccessivi. Inoltre, la possibilità è quella di coltivare anche laddove non ci sono molti terreni disponibili, tramite serre oppure strutture verticali studiate appositamente! E la qualità? Anche quella è garantita, le colture idroponiche permettono costantemente di monitorare la salute di una pianta e la concentrazione del suo apporto nutritivo!

Tra i problemi da valutare ci sarebbero lo smaltimento dei materiali esausti non più adatti alla coltura e la produzione di gas serra necessari al mantenimento delle strutture idroponiche o “senza suolo”, ma la riduzione del consumo di acqua e di fertilizzanti, la possibilità di coltivare ortaggi freschi anche laddove il terreno non lo permetterebbe e l’aumento della sicurezza alimentare in Paesi poveri o svantaggiati potrebbero far pendere la bilancia da questa parte!

Quale sarà il futuro della nostra agricoltura? Tecnica o tradizione?

Cosa abbiamo imparato:

  • Siccità, inquinamento atmosferico e mancanza di strutture per la raccolta di acqua piovana impoveriscono la nostra agricoltura
  • L’aridocoltura è una pratica sempre più utilizzata dai Paesi con poca disponibilità d’acqua
  • La microirrigazione permette di concentrare l’utilizzo di liquidi alle radici della pianta
  • La coltura “senza suolo” è la stessa che utilizziamo per le piante sul nostro balcone
  • La tecnica idroponica pone molti vantaggi tra cui la possibilità di coltivare anche laddove non ci sono terreni
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