Per una scuola im-mensa

 

Pronti? Via! Ecco il primo appuntamento sul tema della Ristorazione collettiva: nell’introduzione vi abbiamo presentato una visione generale di questo settore, dal suo significato più diretto fino alle sfide più impegnative per far sì che ogni giorno milioni di italiani ricevano un pasto sicuro e di qualità, ad un prezzo competitivo. Ora è il momento di scoprire gli elementi più importanti. Da dove partiamo? Dalla scuola, quando arriva l’ora di pranzo: quindi?

Mensa scolastica: opportunità non scontata!

La classica mensa scolastica è cambiata molto nel tempo, si è evoluta, ha cambiato menù e prospettive, si è modernizzata in ogni suo aspetto e ha reso più facile l’avvicinamento a famiglie e bambini. Eppure, un’analisi quadriennale di Save the Children in Italia ci dice il contrario!

Possibilità di accesso alla mensa

Analizzando le prassi scolastiche e focalizzando l’attenzione sui capoluoghi di provincia italiani è emerso che il 48% – la metà! – degli alunni delle scuole primarie e secondarie non hanno accesso al servizio di refezione scolastica. L’assenza di regole condivise e la disparità nelle modalità di accesso alle mense scolastiche genera questo dato preoccupante.

Pensavate mai che in Italia la ristorazione scolastica fosse un servizio così poco accessibile a tutti? La mensa è un grande supporto per la scuola e per il suo progetto educativo, ma spesso non ci rendiamo conto di quanto sia importante questo servizio!

Diritti a tavola!

Il rapporto di Save the Children, “(Non) tutti a mensa”, parte dal presupposto che la possibilità di accesso alle mense scolastiche ‹‹contribuisce a garantire infatti il pieno godimento del diritto allo studio, del diritto alla salute e del diritto alla non discriminazione››.

La ristorazione scolastica permette non soltanto ai bambini di mangiare in modo equilibrato, ma rappresenta un sostegno importante all’organizzazione della vita familiare e facilita l’accesso delle mamme al mondo del lavoro.

Rapporto di Save The Children sulle mense

Negli ultimi quattro anni l’analisi sottolinea, inoltre, che le regioni che offrono meno servizi di ristorazione scolastica coincidono con un alto tasso di dispersione, cioè di ragazzi che lasciano la scuola prima del tempo. Il rapporto tra scuola, proposta formativa e servizi scolastici è strettamente connesso

Non solo pasti ma equilibrio!

Tra i genitori intervistati l’86% sostiene che la mensa è prima di tutto un luogo dove i bambini accrescono l’indipendenza e la socialità, ma è anche un’occasione di educazione alimentare che offre la possibilità di avere un pasto completo.

Lo sapevate che in Italia 1 bambino su 10 soffre di obesità, mentre 2 su 10 sono in sovrappeso? Siamo il Paese del buon cibo ma dobbiamo stare attenti non solo alla nostra linea ma anche a quella dei nostri figli! Considerando che il 5,7% dei minori italiani non consumano almeno un pasto proteico al giorno, proprio la scuola potrebbe (e dovrebbe!) essere il luogo dove combattere denutrizione e malnutrizione!

Equilibrio nei pasti della scuola

Molte scuole hanno intrapreso negli ultimi tempi iniziative di educazione alimentare in collaborazione con enti e associazioni proprio per promuovere campagne informative sulla sicurezza alimentare e l’adozione di un adeguato stile di vita.

 

Cosa serve affinché la scuola torni a ricoprire un ruolo centrale nell’educazione dei nostri figli? La ristorazione scolastica è sicuramente il punto di partenza, ma serve molto impegno e collaborazione da parte di comuni, famiglie e aziende del settore!

 Cosa abbiamo imparato:

  • Il servizio di ristorazione scolastica è accessibile soltanto alla metà degli alunni italiani
  • Save the Children considera le mense scolastiche il presupposto al pieno godimento di tutti i diritti scolastici
  • Le regioni che offrono meno servizi di refezione hanno anche un alto tasso di dispersione scolastica
  • La scuola è il motore di un’educazione alimentare basata su equilibrio e adeguati stili di vita
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